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Imprese e Covid: oltre la metà delle vendite B2B avviene a credito

Oltre la metà delle vendite tra aziende è effettuata a credito e i termini di pagamento si sono allungati rispetto alla media pre-pandemia. I dati sulle imprese e l'agroalimentare rilevati da Atradius.

La crisi economica dovuta al COVID-19 ha avuto un forte impatto sulle imprese italiane. Il governo ha varato alcune misure di sostegno sociale e il congelamento temporaneo delle procedure di insolvenza, nel tentativo di stimolare l’economia e di preservare i flussi commerciali. Anche le aziende si sono mosse in tal senso, adottando misure volte a promuovere gli scambi commerciali, fra cui le vendite a credito tra aziende, un trend che ha toccato il livello più alto degli ultimi cinque anni.

La maggior parte delle imprese intervistate nell’ambito del Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento ha riferito di aver fatto ricorso al credito commerciale.

Per quanto possa sembrare un controsenso vendere a credito durante un periodo di recessione in un contesto di insolvenza elevata – afferma Atradius, istituto di credito, società di Catalana Occidente Insurance Group –  il ricorso al credito commerciale può rappresentare uno strumento utile per stimolare le vendite, soprattutto in presenza di meccanismi di protezione del flusso di cassa”.

Oltre la metà delle vendite tra aziende è effettuata a credito. Al momento si tratta del 55% delle vendite B2B in Italia, dato in linea con la media dell’Europa Occidentale.

Fra i dati rilevati da Atradius, si nota un generale allungamento dei termini di pagamento rispetto ai livelli pre-pandemia. Circa la metà delle imprese intervistate ha concesso dilazioni di pagamento più lunghe ai propri clienti B2B rispetto al periodo pre-pandemia (fino a un mese in più).

Le imprese fanno maggiore ricorso all’autoassicurazione. Dall’inizio della pandemia, quasi la metà delle imprese intervistate ha adottato per la prima volta l’autoassicurazione, mentre il 20% vi ha fatto ricorso più di frequente.

Un dato non incoraggiante riporta che le imprese rispondono al calo del flusso di cassa ritardando i pagamenti ai fornitori. Data la maggiore incidenza di ritardi di pagamento da parte dei clienti, il 39% delle imprese ha riferito difficoltà in termini di flusso di cassa che, nel 41% dei casi, hanno determinato un ritardo nei pagamenti dei propri fornitori.

Nonostante ciò, la maggior parte delle imprese prevede un miglioramento dell’economia interna nel 2021. Il 68% delle imprese si è dimostrato ottimista e fiducioso in un miglioramento dell’economia interna per il prossimo anno, un dato più alto rispetto alla media del 47% a livello regionale.

Cosa temono le aziende per il 2021?

Focus sull’agroalimentare

I ritardi di pagamento nel settore agroalimentare italiano interessano il 50% del valore totale delle vendite tra aziende (in sensibile aumento rispetto al 26% lo scorso anno).

Il 41% delle imprese intervistate ha riferito tempi di incasso più lunghi per quanto riguarda le fatture insolute (in media, quasi un mese in più). Per il 49% degli intervistati, i tempi medi di incasso delle fatture non hanno registrato variazioni, mentre per il 10% delle imprese intervistate i tempi di incasso sono stati più brevi rispetto al periodo pre-pandemia.

Il 43% degli intervistati ha riferito difficoltà in termini di flusso di cassa a causa della crisi legata alla pandemia. Il 39% non ha riferito alcun cambiamento, mentre per il 18% l’impatto è stato positivo (medie regionali: 37% impatto negativo, 36% nessun cambiamento e 27% impatto positivo).

Nell’ottica di prevenire problemi di liquidità, il 46% delle imprese agroalimentari italiane ha ritardato i pagamenti ai propri fornitori (media regionale: 45%), mentre per il 31% degli intervistati l’incasso delle fatture insolute ha richiesto una quantità di tempo e risorse maggiore (media regionale: 37%).

Il 69% degli intervistati prevede un miglioramento dell’economia interna nei prossimi sei mesi (media regionale: 57%), mentre il 23% si aspetta un peggioramento (media regionale: 27%). La maggior parte delle imprese mostra ottimismo per quanto riguarda le prospettive per l’economia globale (51% ottimista, 30% pessimista) e il commercio internazionale (53% ottimista, 21% pessimista).

Clicca qui per leggere lo studio Atradius “Italia: Credito commerciale e crescita a supporto delle vendite”

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