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Nuovo scontro tra Airbnb e Federalberghi

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Un nuovo capitolo si scrive nella saga – che appare oramai senza fine – di Airbnb nel nostro Paese.
Come vi abbiamo già raccontato in questa News, il portale che funge da intermediario per il fitto breve di appartamenti aveva interpellato il Tar del Lazio, con un ricorso a seguito della manovra correttiva voluta dal precedente Governo, che ha imposto una cedolare secca sul pagamento di questi fitti, una tassazione che avrebbe il compito di evitare l’evasione fiscale da parte degli host, cioè gli affittuari.
Il Tar del Lazio aveva però rimandato la decisione finale al Consiglio di Stato (il ricorso, anche secondo l’Antitrust, sarebbe plausibile perché la nuova tassazione avrebbe ripercussioni sugli utenti finali), senza sospendere il pagamento della tassa per Airbnb.
A sua volta, il Consiglio di Stato ha ritenuto inammissibili per quel contesto le istanze portante avanti da Airbnb, invitandola però a proseguire, riportando la questione presso il Tar.
Lo scontro si è fatto aperto con Federalberghi, a seguito di una dichiarazione a caldo di quest’ultima, schierata contro il colosso californiano poiché ritenuto esente da norme e tasse in vigore invece per il settore ospitalità. In una nota stampa si legge: “Federalberghi, nell’esprimere apprezzamento per la decisione del Consiglio di Stato, confida che l’Agenzia delle Entrate provveda al più presto al recupero di quanto dovuto e che i comuni italiani smettano di sottoscrivere accordi con soggetti che non hanno vergogna di evadere le tasse e di prendersi gioco delle leggi dello Stato.
Dura e immediata la replica di Airbnb, che definisce Federalberghi “campione di fake news” poiché questo episodio viene letto solo come uno dei passaggi che conduce all’udienza finale di ottobre.
Per ora quindi non è ancora detta l’ultima parola in uno scontro che si fa sempre più accesso.
La speranza è che ad ottobre si possa trovare una soluzione capace di mettere d’accordo tutte le realtà del comparto ospitalità.

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