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Mensa scolastica a Bari: il cibo multietnico non piace e le mamme si lamentano

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mensa scolastica

Alle mamme di Bari non piace il nuovo menù della mensa scolastica, che prevede ricette multietniche e materie prime stagionali. Sotto accusa i cous cous di verdure, hamburger e polpette di legumi, fave e bietole, carote col prezzemolo che risultano essere i cibi maggiormente sgraditi ai piccoli baresi. Su Facebook ne è nato un acceso dibattito che ha coinvolto il sindaco, Antonio Decaro, e l’assessore comunale all’Istruzione, Paola Romano.
I bambini non gradiscono, paghiamo il pasto per lasciarli a digiuno“. Le mamme di Bari si dicono pronte a lanciare una raccolta firme per modificare il menù della mensa scolastica in quanto le scelte multietniche proprio non piacciono, e si preferirebbe orientare i pasti verso la varietà della dieta mediterranea.
Un dibattito che, ovviamente, trova anche i contrari: “Ascolteremo le esigenze delle mamme – dice l’assessora Romano – senza dimenticare che il nostro compito è quello di insegnare ad apprezzare i prodotti biologici, di stagione, diversificando l’alimentazione“.
Il servizio era entrato in vigore con il nuovo appalto triennale vinto dalla ditta Ladisa: menù a impatto zero, prodotto con alimenti biologici, trasportato con furgoncini elettrici, e cibi serviti in piatti biodegradabili.
Una combinazione di cibi studiati con un nutrizionista e momenti di gioco con l’obiettivo di trasferire ai più piccoli una conoscenza più approfondita della cucina, della verdura, della stagionalità. Potenzialità che ricette provenienti dal mondo possono offrire per educare a un’alimentazione completa e contro l’obesità infantile.

L’Italia ha il maggior tasso di obesità infantile tra i maschi (21% pari merito con Cipro) mentre il 42% dei maschi è obeso o in sovrappeso (solo Cipro fa peggio con il 43%). Le bambine italiane hanno inoltre uno dei tassi più alti di obesità e sovrappeso, il 38%. Sono gli ultimi dati della Childhood Obesity Surveillance initiative (2015-17) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità resi noti al congresso europeo sull’obesità di Vienna. Lo studio ha coinvolto circa 250mila bambini di 6-10 anni.
Francia, Norvegia, Irlanda, Danimarca, Lituania sono tra i paesi dai bambini più in linea, con tassi di obesità infantile che vanno dal 5 al 9%.

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