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Melegatti: offerta per rilevare l’industria dolciaria

Melegatti

Siamo forse vicini a una svolta per il futuro di Melegatti, l’azienda dolciaria veneta famosa per i suoi pandori fallita nel maggio del 2018. Il suo futuro potrebbe essere vicentino, dopo la presentazione di una offerta al tribunale per un valore di 13,5 miliardi da parte di Denis Moro, giovane imprenditore di Breganze famoso per il rilancio di brand di qualità nel settore food&beverage.

Moro mantiene il massimo riserbo, ma annuncia che “c’è un’importante e seria realtà imprenditoriale italiana interessata a rivitalizzare il marchio scaligero, rilanciare l’occupazione e concorrere allo sviluppo del territorio“.

Il manager vicentino ha infatti partecipato a un’offerta vincolante per rilevare il compendio industriale, partecipando al secondo bando di vendita di Melegatti e Nuova Marelli del 16 agosto scorso che ammetteva, appunto, la partecipazione per conto di persone o società da nominare. Moro non dice in nome e per conto di chi si sta muovendo. Alcune voci dicono si tratti della famiglia Spezzapria, alla guida di Forgital, il gruppo industriale vicentino che costruisce componentistica per motori di aerei, razzi spaziali, satelliti artificiali e stazioni orbitanti. Sempre secondo le voci in circolazione, Melegatti non sarebbe nel mirino dell’intero gruppo, ma di un componente della famiglia che pare si sia fatto avanti a titolo individuale.

Già nel 2016 gli Spezzapria mostrarono il proprio interesse per Melegatti, attraverso l’intermediazione di Luca Longaretti, con una offerta vincolante dell’acquisto del 64% di Melegatti. La proposta fu rifiutata e ora non è improbabile che l’obiettivo possa essere l’acquisto totale dell’industria dolciaria veneta.

Melegatti – sostiene infatti Moro al Giornale di Vicenza – è un patrimonio comune da salvaguardare, che fa parte della storia degli italiani e ha accompagnato momenti felici e ricorrenze tradizionali. Per preservare e rilanciarne il valore, ora una consolidata realtà italiana già presente nell’agroalimentare, nell’ottica di un’integrazione verticale, intende scendere in campo e rilevare l’intero stabilimento e il glorioso marchio – e prosegue – Ora l’attenzione è sulla conclusione dell’iter di acquisizione, durante il quale è seria prassi mantenere la necessaria riservatezza“.

Prossimo step il prossimo 28 settembre, quando potrebbero arrivare offerte con un rialzo del 10% sul prezzo base offerto dalla cordata aggiudicataria che ha offerto 13,5 milioni.

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