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L’esperienza al Bocuse d’or del team italiano con Martino Ruggieri

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Bocuse d'or 2019 Italia

L’Italia ha concluso al quindicesimo posto il Bocuse d’Or, il più importante concorso di cucina al mondo che ha segnato un decisivo trionfo scandinavo, con un podio conquistato da Danimarca, Svezia e Norvegia.
Giornate durissime quelle di Lione per tutti gli chef in gara, e per lo chef pugliese Martino Ruggieri, che aveva il compito di sostenere la squadra azzurra. Grande lezione di vita e professione per il team, che con questo risultato prende meglio le misure di una gara vissuta a un così alto livello, fra abilità individuali, resistenza allo stress e gioco di squadra.
La preparazione al Bocuse d’or richiede due anni molto intensi di lavoro e sacrifici. Ci si allena per rendere meccanici e quanto più rapidi i movimenti, affinché ogni gesto sia calibrato in un equilibrio perfetto. Curtuis e Francais, racconta lo chef pugliese Martino Ruggieri, sono rimasti concentrati durante la gara al punto da non riuscire a sentire nulla di quello che accadeva intorno.
Il Bocuse d’Or non è il concorso del candidato ma di un paese intero. Per Ruggieri sarebbe bello che il prossimo candidato possa contare sul supporto dei grandi cuochi italiani.
Il Bocuse d’Or (Il Concours mondial de la cuisine, Gara mondiale di cucina) è un campionato mondiale di cucina per cuochi a cadenza biennale che si tiene a Lione e nominato così in onore dello chef Paul Bocuse. L’evento si tiene a gennaio all’Hotel internazionale SIRHA ed è tra le più prestigiose gare di cucina al mondo.

Paul Bocuse, considerato uno dei più grandi cuochi mondiali del XX secolo, è scomparso il 20 gennaio dello scorso anno. Per lui la cucina fu una autentica ragione di vita: la innovò dando origine, con un gruppo di altri cuochi francesi, al “fenomeno” della Nouvelle cuisine. Con l’edizione della Guida Michelin 2015, è stato l’unico Chef ad essere riuscito a mantenere 3 stelle per 50 anni di seguito con il suo ristorante di Collonges-au-Mont-d’Or, che aveva ereditato dal nonno paterno Joseph Bocuse (1869-1942) e che verrà poi unito all’Hôtel du Pont, di proprietà dei nonni materni.

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