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Manca la richiesta e la pesca frena in tutta Italia

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In questo momento in cui l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19 va di pari passo con le difficoltà delle imprese e delle attività del nostro Paese, a causa delle misure contenitive, abbiamo bisogno anche di segnali positivi. Per questo Horecanews.it, tenendo fede al patto d’informazione con i suoi lettori, ha deciso di non fermare la normale programmazione ma di tenervi aggiornati sulle notizie del settore, anche per concedere un momento di svago dalle difficoltà del momento.

Federagripesca-Confcooperative ha presentato la mappatura delle attività di pesca in Italia in periodo di emergenza sanitaria, con una situazione che cambia minuto per minuto ma mostra un generale calo delle attività a causa di una domanda minore.

Le richieste che arrivano dal mercato dettano legge e la pesca ne risente. Va a singhiozzo sulle coste della penisola e peggio nelle isole. I problemi principali riguardano la chiusura dei mercati (che non riescono a rispettare le norme di sicurezza dettate dal Governo), nonché la vendita diretta proprio a causa della diminuzione degli acquirenti.

In Sicilia il fermo è quasi totale nonché trasversale, riguardando tutti i comparti connessi, dalla pesca alla trasformazione alla distribuzione.

In Sardegna la situazione è assai simile: i pescatori si occupano del sostentamento individuale e di sporadiche vendite a domicilio del pescato.

L’unico mercato ittico sull’isola è a Cagliari, dove la diminuzione del fatturato sarebbe intorno al 70%.

pescaIn Calabria da lunedì i pescherecci sono completamente fermi e i mercati ittici chiusi. Nel Lazio Anzio è fermo, mentre in Campania il 30% dello strascico riesce a vendere grazie alle vendite su ordinazione; mercati e pescherie aperti ma in forte perdita. In Molise solo 8 imbarcazioni a strascico in mare, poche le richieste di pesce fresco.

Nelle Marche la pesca è ancora in attività solo grazie alla domanda di vongole.

Proseguendo nella penisola, in Toscana e Liguria si attende ad armare le barche per il rischio di invenduto. Da Imperia a La Spezia la miticoltura e le ostriche calano dell’80%.

La chiusura dei mercati crea problemi anche in Toscana. Resiste però il mercato di Livorno che resta aperto da lunedì e opera attraverso ordinazioni online con ritiro presso la struttura.

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