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Löwengrube inaugura a Modena il più grande locale del suo franchising

Löwengrube inaugura un nuovo punto vendita a Modena, che sarà la più grande Bierstube Löwengrube d’Italia con numeri da record

Löwengrube inaugura a Modena il più grande locale del suo franchising

Continuare a investire e creare lavoro e opportunità è possibile, nonostante la crisi inflitta alla ristorazione – più che ad altri settori – dalle misure di contenimento della pandemia: lo dimostra Löwengrube con l’inaugurazione di un nuovo punto vendita a Modena, che sarà la più grande Bierstube Löwengrube d’Italia con numeri da record.

Dopo un anno che ha messo in ginocchio diverse realtà imprenditoriali, soprattutto hospitality e ristorazione, la catena franchising che promuove il format di ristorazione in tipico stile bavarese continua il piano di crescita che dal 2014 ad oggi ha portato alla nascita di 24 nuovi locali, replicando il successo del primo aperto nel 2005 a pochi chilometri da Firenze.

L’apertura a Modena, con 68 nuove assunzioni quando il locale sarà a regime, fa salire ad oltre 400 unità il numero totale delle persone impiegate in tutta Italia dalla rete Löwengrube, che a dispetto del nome e del format è un’iniziativa tutta italiana, nata dall’idea di Pietro Nicastro e Monica Fantoni, fondatori dell’insegna presente ormai in 11 regioni italiane, da nord a sud, isole incluse e a Tirana, in Albania.

taglio del nastro con sindaco e Mario Resca

Il locale di Modena è il secondo ad aprire in Emilia Romagna: l’investimento sul territorio fa capo allo stesso gruppo di imprenditori locali che a fine 2018 aveva già aperto in franchising una Bierstube Löwengrube a Bologna: Filippo Fochi, Ferruccio Perdisa, Fabio Pasini e Gianni Ugolini, già esperti nella formula dell’affiliazione. Dopo il successo di pubblico ottenuto nel capoluogo hanno già in programma, dopo Modena, altre due aperture nella regione, a Ravenna e Reggio Emilia, con conseguenti nuove ricadute occupazionali (sono previste in tutto circa 60 nuove assunzioni).

Mario Resca, Presidente di Confimprese, ha commentato a margine dell’inaugurazione: “In un momento come l’attuale aprire un nuovo locale, soprattutto di dimensioni così importanti, è una sfida che il nostro associato Löwengrube ha colto per proiettarsi nel dopo pandemia e cogliere le opportunità che nascono dopo un grave periodo di crisi. Di fronte ai grandi cambiamenti vince chi sa adattarsi e fare sistema con merito, competenza e capacità di lavorare per lo stesso obiettivo. La ristorazione è tra i settori più colpiti dalla pandemia, in un anno ha perso il 52% del fatturato, ma ora è tempo di voltare pagina e gestire in sicurezza le aperture e non le chiusure. L’inaugurazione odierna punta a valorizzare l’esperienza del consumatore, che continuerà a essere al centro di ogni retail strategy.”

La forza del franchising risiede nel sostegno della rete, “che ti permette di fare l’imprenditore senza l’ansia di fronteggiare da solo ogni difficoltà, ma con la certezza che gli ostacoli che incontrerai hanno già una soluzione”, commenta l’imprenditore modenese Gianni Ugolini. Una considerazione che acquisisce maggiore significato in un’epoca storica come questa, caratterizzata dalla pandemia: il franchising rappresenta per l’impresa quell’unione che dà la forza e permette di programmare nonostante l’incertezza. “Eravamo pronti a inaugurare nel secondo semestre 2020. La pandemia ha rallentato i nostri programmi e nonostante questo abbiamo investito ugualmente e assunto decine di persone.”

Il Löwengrube di Modena è un locale da record: la più grande bierstube Löwengrube d’Italia con una superficie di 1.400 metri quadri su due piani e oltre 500 coperti, suddivisi tra spazi al chiuso e biergarten all’aperto, il caratteristico “giardino della birra” che contraddistingue i tipici locali della Baviera a cui si ispira Löwengrube mantenendone la formula più autentica. Con le sue dimensioni grandiose, la stube di Modena esalta il concept store che sposa l’estetica dei locali bavaresi con la cultura italiana del design di alto livello e le necessità funzionali degli spazi, pensati per accogliere un pubblico vasto ed eterogeneo in aree suddivise per tipologia: la zona Oktoberfest per i gruppi, lo spazio family con adiacente area kinder montessoriana, la sala più raccolta adatta anche alle coppie e lo spazio esterno del biergarten.

Il locale ha trovato spazio in un edificio sulla via Emilia Est che è stato completamente ristrutturato e ripensato secondo principi di ecosostenibilità, bioarchitettura e bioedilizia: come le grandi vetrate a bassa emissione che sfruttano la luce naturale abbattendo i consumi di energia elettrica senza disperdere calore (diversamente dal concetto nostrano di birreria, spesso buia, le bierstube bavaresi si caratterizzano infatti per grandi spazi da vivere nell’arco della giornata, anche in famiglia) e l’impianto fotovoltaico installato sul tetto, in grado di coprire il 70% del fabbisogno energetico del locale, con una produzione annuale di oltre 110.000 kwh, che alimenta le cucine, gli impianti termomeccanici per il riscaldamento e il raffrescamento, i dispositivi illuminanti interni ed esterni e le dotazioni delle sale. I pannelli fotovoltaici alimenteranno anche quattro colonnine di ricarica per i veicoli elettrici che saranno installate nel parcheggio adiacente al locale.

“Dopo il successo di Bologna – conclude l’imprenditore bolognese Filippo Fochiabbiamo deciso di replicare a Modena con le stesse caratteristiche del format che hanno conquistato noi come i nostri clienti: ambienti in legno, colori tipici della Baviera, personale in costume tradizionale, birre storiche dell’Oktoberfest spillata rigorosamente alla tedesca, con quel perfetto cappello di schiuma che conserva aroma, fragranza e leggerezza, piatti della tradizione bavarese e alto-atesina.”
L’ingegnerizzazione dei processi messa a punto da casa madre e condivisa dagli affiliati – a partire dalla selezione delle materie prime fino alle procedure del servizio – garantisce la perfetta replicabilità dell’esperienza e della qualità di ogni singolo prodotto in ciascun punto vendita della catena.

“Ci rendiamo conto della difficoltà che comporta per un imprenditore la scelta di aprire un nuovo punto vendita in un’epoca come questa – conclude il fondatore e AD della catena, Pietro NicastroIl nostro ruolo di franchisor è di essere presenti sempre al fianco dei nostri affiliati per mandare avanti le cose anche in questa epoca caratterizzata da immobilismo, investendo ad esempio in nuove soluzioni e strumenti tecnologici. Mentre le serrande di tutti i nostri locali erano abbassate, non ci siamo persi d’animo e abbiamo continuato a progettare il futuro. Abbiamo creato ad esempio in tempo record in poche settimane una app di nostra proprietà per il delivery.”

L’apertura a Modena segue di poche settimane quella avvenuta all’interno dell’Arena Center di Tirana, in Albania, la prima all’estero per la catena fondata dai due imprenditori italiani Pietro Nicastro e Monica Fantoni.

Pietro Nicastro, Gianni Ugolini, Monica Fantoni

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