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La Tonnara di Favignana chiude di nuovo i battenti: la quota non basta

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Tonnara di Favignana

Era il 13 maggio (poco meno di un mese fa) quando davamo notizia della riapertura della Tonnara di Favignana con la nostra news Riapre la tonnara di Favignana dopo 12 anni di inattività, ma la famiglia Castiglione mette subito la retromarcia.

Nino Castiglione, l’imprenditore che in due anni ha investito 700mila euro nella Tonnara di Favignana, ha annunciato “con grande dispiacere e profonda amarezza” che la struttura “sta chiudendo i battenti con la sospensione dell’attività“.

Contavamo di ottenere cento tonnellate o, nella peggiore delle ipotesi, settanta – ha commentato Castiglione, spiegando le ragioni della sua decisione. – Invece la quota assegnata dal ministero è di sole 14 tonnellate. Non voglio fare polemica, dico solo che se questo è il metodo della politica per sviluppare il Mezzogiorno possiamo chiudere bottega“.

Il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, replica su Twitter: “Disponibile a parlare con chiunque ma non sulla base delle falsità“.

Per Castiglione il calo della tonnara coinvolge oltre 40 unità lavorative. “Un imprenditore che investe centinaia di migliaia di euro – è la sua analisi – ha piena consapevolezza dei rischi che corre, ma può sopportare quelli imprenditoriali non quelli di una politica incapace di sostenere chi decide di creare sviluppo e salvaguardare le tradizioni di un territorio“.

Il sottosegretario per i rapporti con il Parlamento, Vincenzo Santangelo del M5s sostiene che “il decreto del sottosegretario alle politiche agricole Manzato non consente effettivamente alla tonnara di piazzarsi nuovamente sul mercato“. Per questo dalla prossima settimana si attiverà affinché “torni ad essere il fiore all’occhiello nella pesca del tonno rosso nel Mediterraneo“.

La risposta di Castiglione sottolinea quanto il suo unico obiettivo sia riportare la tonnara in attività, prescindendo da beghe e faziosità politiche. “Io non appartengo a nessuno – le parole di Castiglione – sono qui e attendo un ripensamento della ripartizione delle quote. Il danno economico è già compiuto. Per quest’anno chiudiamo i battenti, non si possono buttar via centinaia di migliaia di euro in assenza di certezze“.

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