Home Risto & Food Contenitori, Teglie e accessori La pizza a tracolla è il nuovo street food da passeggio

La pizza a tracolla è il nuovo street food da passeggio

Al 46° Salone Internazionale delle Invenzioni di Ginevra, la pizza a tracolla conquista la coppa della Camera di Commercio Svizzera ed è pronta a rivoluzionare il modo di concepire la pizza come street food.
Un cartone da asporto dotato di bretelle che si appendono al collo: è questa l’invenzione tanto semplice quanto geniale, creata da Nele Alihodzic e Henri Lamaj provenienti da Jesolo, famosa località balneare nel Veneto.
I due inventori sono giovanissimi e si sono conosciuti fra i banchi di scuola, all’istituto alberghiero della loro città, e attualmente lavorano insieme in un bar.
Nele un giorno, anni fa, trasportava un cartone di pizza per il suo pranzo e il telefono iniziò a squillare; si rese conto che non poteva contemporaneamente mangiare e rispondere al telefono, avendo le mani occupate dal cartone, e da qui nacque l’idea.
Già brevettata in Europa, America, Asia e Australia, al Salone svizzero la loro pizza da passeggio ha subito riscosso un successo enorme e i ragazzi hanno solo l’imbarazzo della scelta, fra tantissime aziende e imprenditori che vogliono acquistare la loro idea.
Un po’ come si vede nei film americani, in cui i venditori di pop corn e hot dog passano con il loro cartone di prodotti da vendere durante i film o le partite, l’idea di una catena di fast food è quella di declinare l’idea della pizza a bretella anche per i panini e le bibite, creando nel cartone degli scompartimenti su misura e permettere ai consumatori di passeggiare mentre si godono il pranzo.
Ideale per i turisti che visitano la città ma anche per chi lavora o studia e non ha il tempo di fermarsi a pranzare, la pizza a tracolla promette di diventare una soluzione sempre più diffusa in pizzerie e fast food internazionali.
I due ragazzi sono ancora increduli per il successo che hanno riscontrato, in particolare Nele, che afferma di non essere mai stato bravissimo a scuola ma di aver creduto nella propria creatività.
Einstein diceva che la fantasia è più importante della conoscenza e io fin da piccolo volevo inventare qualcosa“.

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