Home Mercato Indagini e Ricerche La necessità delle mense scolastiche, soprattutto al tempo del Covid

La necessità delle mense scolastiche, soprattutto al tempo del Covid

Un'indagine Ipsos per Osservatorio Cirfood rileva la necessità del servizio scolastico di mensa per le famiglie italiane. Cosa cambia nelle esigenze del servizio.

Quello della ristorazione collettiva in Italia è un settore economico fondamentale, composto da circa 1000 aziende che impiegano 150mila addetti, di cui l’82% sono donne.

Ma soprattutto, questo settore rappresenta nell’ambito scolastico un valore sociale imprescindibile, garantendo un pasto completo ed equilibrato a tutti i bambini e i ragazzi in età scolastica, anche a chi avrebbe difficoltà ad averne accesso. Per non considerare il valore educativo di socializzazione che da sempre ha rappresentato il momento del pasto a scuola.

Con il Covid, secondo stime di Save the Children, 160mila bambini in Italia sono stati esclusi dalla sicurezza dell’unico pasto completo della giornata garantito dalla ristorazione scolastica a causa della DAD. Questo è fra i motivi che hanno imposto all’Italia di riaprire al più presto e in sicurezza le scuole, anche se nel nostro Paese solo il 26% degli edifici scolastici ha una mensa, con grandi differenze fra nord e sud.

“La ristorazione a Scuola”: cosa si aspettano i genitori dalla ripartenza della ristorazione scolastica

La ricerca “La ristorazione a Scuola: aspettative delle famiglie nel post-covid e la desiderabilità/essenzialità del servizio” condotta da IPSOS per l’Osservatorio CIRFOOD DISTRICT, hub di open innovation di CIRFOOD, ha analizzato le abitudini alimentari delle famiglie italiane a casa, l’impatto del lockdown sull’alimentazione dei più piccoli e le aspettative e i bisogni dei genitori, rispetto alla ripartenza del servizio di refezione per l’anno scolastico 2021/2022.

Dall’analisi emerge che il 76% dei genitori si sente bene all’idea della riapertura delle mense scolastiche, in quanto consapevole del modello alimentare completo e di qualità fornito a scuola.

La ristorazione scolastica, infatti, viene associata dagli intervistati ad una serie di elementi positivi. Tra i maggiormente indicati: un menù sano, un momento di educazione alimentare e al consumo consapevole, una dieta equilibrata. Secondo il 90% dei genitori intervistati, inoltre, il pasto in mensa con i compagni ha un alto valore sociale, aggregativo e di crescita personale.

Secondo la ricerca, i genitori hanno rivelato che durante i lockdown e la DAD l’alimentazione dei propri figli a casa è stata frequentemente sbilanciata e irregolare, priva di cibi nutrienti ed essenziali per la crescita come frutta, verdura e pesce.

I genitori dichiarano che, nello stesso periodo, in assenza del servizio di refezione, quasi un bambino su tre è aumentato di peso.

Inoltre la situazione di emergenza ha costretto i genitori (40%) a interrompere il lavoro per preparare il pasto dei più piccoli ed ha obbligato molti bambini (35%) a mangiare da soli.

Secondo gli intervistati la ristorazione scolastica ha effetti positivi sulle imprese del territorio (88%), consente ai genitori di migliorare l’organizzazione familiare (74%) e favorisce l’occupazione femminile generando nuove opportunità lavorative (85%).

Metodologia

Sono state effettuate 1080 interviste a genitori di bambini tra i 6 e i 10 anni fruitori (71%) e non (29%) del servizio mensa scolastica, tramite la rilevazione di follow up con tecnica CAWI (Computer Assisted Web Interview), su panel proprietario IPSOS.

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