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La fase 2 della ristorazione italiana. Si ricomincia con regole nuove

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La fase 2 della ristorazione italiana. Si ricomincia con regole nuove

In questo momento in cui l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19 va di pari passo con le difficoltà delle imprese e delle attività del nostro Paese, a causa delle misure contenitive, abbiamo bisogno anche di segnali positivi. Per questo Horecanews.it, tenendo fede al patto d’informazione con i suoi lettori, ha deciso di non fermare la normale programmazione ma di tenervi aggiornati sulle notizie del settore, anche per concedere un momento di svago dalle difficoltà del momento.

È in arrivo il primo weekend di riaperture per i ristoranti, le pizzerie, i bar italiani. Con il DPCM del 17 maggio 2020 il Governo ha dato il via libera al consumo ai tavoli per i pubblici esercizi italiani, ma con delle regole da seguire.

Dopo settimane di incertezze e norme che sembravano inapplicabili per la maggior parte dei locali (come i 4 metri quadri per cliente richiesti e i 2 metri di distanza interpersonale), le linee guida attuali sembrano mettere d’accordo una parte dei ristoratori e degli imprenditori, che non vedevano l’ora di ricominciare.

La Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi ha divulgato una “Check List” con uno schema dei parametri da tenere sotto controllo nell’accoglienza dei clienti, le norme da seguire e indicazioni più precise per i gestori e i dipendenti.

Prima di tutto chiarezza: una segnaletica chiara con indicazioni di comportamento ben evidenziate sono il primo passo per guidare la clientela al rispetto delle misure di prevenzione, magari comprensibili anche per clienti di altra nazionalità (magari come benaugurante segnale di ottimismo!).

La temperatura corporea dei clienti potrà essere rilevata, ma non è un obbligo. Si fa affidamento sul buon senso dei cittadini, ma nel caso si utilizzino termoscanner, al cliente viene interdetto l’accesso con una temperatura superiore ai 37,5°.

Gli ingressi dovranno essere in ogni caso contingentati: si dovrà favorire l’accesso tramite prenotazione, conservando gli elenchi per 14 giorni.

Va sempre mantenuta una distanza interpersonale di 1 metro: negli spazi esterni, nel servizio al banco, fra clienti di tavoli differenti.

Esistono delle eccezioni.

Persone che vivono nella stessa abitazione, ad esempio, non dovranno mantenere la distanza interpersonale fra loro. E laddove non sia possibile effettuare un distanziamento che risponda alle indicazioni del decreto, il gestore del locale dovrà provvedere a suddividere gli spazi con barriere fisiche fra i tavoli, come plexiglass o siepi.

La consumazione al buffet è assolutamente proibita, perché non permette il mantenimento delle distanze di sicurezza.

Per l’igiene, dovranno essere predisposte in più punti del locale delle colonnine con igienizzanti mani per i clienti e i dipendenti.

Tutti indosseranno mascherine, ad eccezione dei clienti solo ed esclusivamente durante la consumazione del pasto. Per tutte le altre attività all’interno del locale, e per l’uso dei servizi igienici, è previsto l’obbligo di indossare la mascherina.

Il personale di servizio procederà a una frequente igiene delle mani, sicuramente prima di ogni servizio, e al termine della consumazione a un tavolo dovrà essere igienizzata ogni superficie. Il DPCM consiglia di usare il meno possibile contenitori e dispenser riutilizzabili.

Lo stesso vale per i menù, per i quali si suggerisce una consultazione online, effettuabile tramite il proprio smartphone, o predisporre la stampa di menù di carta monouso o plastificati e facilmente disinfettabili dopo ogni consultazione.

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