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La Commissione europea boccia il Piano Pesca per l’Adriatico

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Pesca

La Commissione europea ha bocciato il Piano per la pesca in Adriatico approvato dall’Europarlamento, che prevede una riduzione delle catture del 4% l’anno per una durata di tre anni.

Secondo la Commissione il piano indebolisce la proposta della Commissione stessa, in quanto è “nell’interesse dei nostri pescatori, abbiamo bisogno di avere una prospettiva più sostenibile e a lungo termine. Se vogliamo che il Mediterraneo e l’Adriatico si scrollino di dosso l’etichetta di mare più eccessivamente sfruttato al mondo, abbiamo bisogno di prospettive più sostenibili e a lungo termine“.

Il Parlamento ha stabilito che per il 2019 i limiti di cattura degli stock pelagici dovrebbero essere fissati ai livelli di pesca del 2014, e poi ridotti del 4% all’anno per ogni Stato membro interessato, tra i 2020 e il 2022. Tuttavia, questa riduzione del 4% non si applicherebbe se, in un anno precedente, le catture totali per ogni Stato membro fossero inferiori (oltre al 2% in meno) rispetto al 2014. Sono stabiliti inoltre specifici periodi di divieto di pesca per i diversi stock, per le imbarcazioni e per gli attrezzi da pesca, allo scopo di proteggere le aree di vivaio e di deposizione delle uova. I deputati hanno inoltre convenuto di autorizzare in via eccezionale i pescherecci che potrebbero porre fine o ridurre temporaneamente le loro attività per rendere effettive queste nuove norme, a far domanda al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) per ottenere un sostegno finanziario fino al 15% al di sopra del massimale esistente. Questa deroga è valida fino al 31 dicembre 2020 e per un massimo di nove mesi. La stragrande maggioranza della piccola pesca pelagica nell’Adriatico riguarda l’acciuga e la sardina. Tutte le attività di pesca pelagica in quella zona sono valutate a circa 74 milioni di euro (2013). Quasi tutte le attività di pesca con acciughe e sardine provengono dall’Italia e dalla Croazia, con alcune imbarcazioni provenienti da Slovenia, Albania e Montenegro. Due piani pluriennali nell’ambito della nuova PCP sono già stati approvati dal Parlamento europeo e dal Consiglio: il piano per il Mar Baltico adottato nel 2016 e il piano per il Mare del Nord adottato nel 2018.

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