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Italia in prima linea a Expoalimentaria: ora si pensa agli investimenti del futuro

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expoalimentaria 2018

L’Italia è stata in prima linea all’Expoalimentaria di Lima, in Perù dal 26 al 28 settembre. E questo grazie alla presenza di multinazionali specializzate provenienti dal nostro Paese. Fra queste la Goglio Spa, leader del confezionamento ad alto valore aggiunto con il suo sistema Fresco System. Oppure la veneta EspressoDue, produttrice di macchine per caffè Made in Italy con dna artigianale e capsule di caffè con caratteristiche avanzate, che ha ricevuto ottimi feedback per entrare sempre con maggiore importanza nel mercato locale. E ancora l’emiliana Fenco, riconosciuta a livello internazionale per le tecnologie e linee di lavorazione di frutta e verdura.

Con circa 600 espositori e più di 40.000 visitatori, la fiera Expoalimentaria sta diventando, anno dopo anno, una fiera di riferimento dell’America Latina in ambito agroalimentare.

Il Perù, grazie a stabilità, crescita costante e un bilanciato impulso agli investimenti pubblici, ha registrato da qualche tempo un tasso annuo di crescita PIL tra il 2,5% e il 4%. Accordi commerciali internazionali, speciali attrattive d’investimento, privatizzazioni e concessioni per l’attuazione di grandi infrastrutture strategiche sono tra i pilastri di questa esplosione dell’economia peruviana. Così come il miglioramento del tessuto industriale che risponde a una domanda interna in crescita.

Tra i settori trainanti si annovera quello agroalimentare, le cui esportazioni ammontano nel 2017 a 5.9 miliardi di dollari con una crescita di circa 8% rispetto al 2016. Tale risultato è dovuto anche all’orientamento verso una produzione a maggior valore aggiunto e a importanti programmi pubblici di sostegno allo sviluppo del settore.

L’Italia ha raggiunto nel 2017 nel settore delle macchine da imballaggio quote del 35%, diventando leader del mercato, e in quello delle macchine per la trasformazione alimentare ha raggiunto quote di mercato dell’11,6 %, come quarto paese esportatore, per un totale di 53,7 milioni di macchinari esportati.

Per Nunzio Bevilacqua, giurista d’impresa ed esperto economico internazionale, “non si può non procedere con determinazione e cercare di patrimonializzare quanto più possibile, anche con il sostegno delle nostro Governo, una grande occasione che oggi si è aperta all’Italia“.

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