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Impossible Burger 2.0: carne sintetica da 6 miliardi di dollari

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Impossible Burger 2.0

Arriverà anche sulle tavole degli italiani l’hamburger 2.0, “saporito e delizioso” dicono i degustatori ma totalmente sintetico.
L’hamburger è stato presentato al CES di Las Vegas, la più importante fiera dell’elettronica e dell’innovazione del Nordamerica e tra le più visitate del mondo, dalla startup statunitense Impossible Foods. La versione 2.0 della polpetta senza carne ha la stessa quantità di ferro e di proteine della gemella ‘vera’ e minori calorie. Si riduce così anche il rischio colesterolo.

Si stima che nel corso della fiera siano stati distribuiti oltre 12mila hamburger sintetici. L’ingrediente usato nell’Impossible burger 2.0 è l’eme, sostanza che si trova naturalmente nella carne degli animali, ammessa al consumo lo scorso anno dalla Food and drug administration (Fda) statunitense.

Impossible Foods è stata la prima ad aggiungere questo composto ai prodotti vegani.

La chiave per noi non è quella di concentrarsi su coloro che hanno già scelto alimenti di origine vegetale, ma su quelli che amano veramente mangiarsi un hamburger“, scrive Impossible Foods Inc. nelle note informative.

Nei prossimi cinque anni il business crescerà del 40% per raggiungere un giro di affari da 6 miliardi di dollari.

I costi per un consumatore medio sono ancora molto alti: 1 kg di carne sintetica costa 700 dollari, ma soltanto sei anni fa superava i 3.500 dollari.

La rivista ‘Time’ ha inserito Impossible Foods tra le ‘genius companies’ del 2018.

Un anno fa era disponibile in 40 sedi negli Stati Uniti, ora il loro hamburger è in più di 3000 ristoranti nel mondo“.

Per il numero uno di Filiera Italia Luigi Scordamaglia la storia insegna che le scelte produttive in campo agricolo e alimentare possono essere buone o cattive a seconda dei contesti e delle stagioni. Negli Stati Uniti e nei Paesi Arabi ci sono grossi investimenti su questo settore che rischiano di mettere in crisi comparti produttivi di eccellenza. Soltanto in Italia 100mila famiglie legano il reddito agli allevamenti di carne bovina.

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