Home Aceto, glasse e sali Il sale italiano verso la denominazione di prodotto di qualità tipico

Il sale italiano verso la denominazione di prodotto di qualità tipico

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Salina Cervia - sale italiano

Il Ceves, Centro studi dell’Osservatorio Economico dei Vini Effervescenti, ha lanciato una proposta per far sì che il sale made in Italy diventi un prodotto di qualità tipico ottenendo una denominazione che si annoveri tra le tante eccellenze doc del nostro Paese. L’Italia ha pochissimi sali che godono di un riconoscimento ufficiale: l’Igp Antica Salina Nubia di Trapani e il presidio Slow Food del sale di Cerva a Cervia. Il sale marino trapanese è stato inserito nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari tradizionali siciliani riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e nel 2011 ne è stato riconosciuto anche l’IGP.

Sempre nello stesso anno le saline di Trapani hanno ottenuto il riconoscimento di zona umida Ramsar grazie al decreto del Ministero dell’Ambiente.

Il sale di Cervia è un sale integrale marino.
Marino perché ha origine dall’acqua del mare che viene fatta entrare in salina dal canale immissario, qui viene fatta evaporare e concentrare fino ad arrivare alla produzione del sale vero e proprio. Integrale perché una volta raccolto viene esclusivamente lavato con acqua madre (un’acqua a concentrazione di salinità molto più alta di quella del mare e più bassa di quella del sale, ricchissima di oligoelementi e di sostanze naturalmente positive per l’organismo) e poi lasciato essiccare in aia, nei cumuli di sale che si vedono arrivando a Cervia da ogni dove.

Mare e miniere però sarebbero in grado di fornire almeno una dozzina di sali riconosciuti. Ognuno dei quali con le sue peculiarità che potrebbero far annoverare il sale italiano tra le eccellenze a denominazione del territorio.

Il presidente dell’Osservatorio Giampietro Comolli ha lanciato così un appello alla Coldiretti per una crociata a difesa di un sale italiano che abbia in etichetta una sorta di carta d’identità con nome e cognome: “Non è possibile che 1 kg di sale del Sud di Londra, tra i più richiesti nei grandi ristoranti, senza certificazione e tracciabilità costi al consumatore 26-27 euro contro i 7 euro dell’Igp di Cervia“, ha detto il presidente Comolli.

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