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Il rum sempre più apprezzato e acquistato in Italia

"Sta accadendo al rum quello che è successo al whisky negli anni Sessanta": il distillato è sempre più apprezzato e acquistato in Italia.

Il rum è un liquore che si ottiene dalla distillazione del sugo di canna da zucchero e della melassa di canna fermentata.

Il distillato viene sempre più apprezzato e consumato in Italia, secondo quanto ci dicono i dati di IRI sul canale GDO e Retail che parlano di una crescita che sfiora il 14%, in valore e volume, ad ottobre 2020 sull’anno precedente.

I dati 2020 non riescono a riflettere un’immagine nitida dei nuovi consumi a causa della chiusura pressoché totale dell’Horeca, e così il consumo di drink al bar o a domicilio è frenato. Ma chi acquista rum al supermercato è facile pensare ne sia consumatore anche al bar o nei locali, e non solo in miscelazione.

Questa riscoperta passione “caraibica” per il distillato chiama in causa un nome che per gli estimatori è sinonimo di qualità e di “limited edition”. Si tratta di Velier, che da oltre 60 anni distribuisce liquori e distillati in tutta Italia e che con grande lungimiranza del suo patron, Luca Gargano, ha acquistato tutti i barili ancora colmi in giacenza di una distilleria allora già ferma in Trinidad, imbottigliando e vendendo il liquore di Caroni che oggi viaggia all’asta sulle centinaia di euro a bottiglia.

Già nel 2018 le previsioni Iwsr parlava di una crescita del mercato degli alcolici nel quinquennio 2018-2022, certo i dati non potevano tenere conto di una pandemia e dei trend che possono evolversi, accelerare e modificarsi con abitudini tanto radicalmente modificate, ma in quello studio si parlava proprio dei Rum come bevanda che avrebbe conosciuto l’impennata maggiore.

Luca Gargano ha spiegato a Il Sole 24 Ore quello che a suo avviso sta accadendo al comparto. “Quello che sta succedendo oggi nel mondo dei rum ricorda quanto è accaduto nel mondo dei whisky alla metà degli anni Sessanta. Nel 1964 ci furono i primi imbottigliamenti ufficiali di single malt che al tempo sembravano qualcosa di strano e di avventuroso. All’inizio le vendite furono scarse, sull’ordine delle sessantamila bottiglie, oggi il single malt viaggia invece sui duecento milioni di bottiglie. Era successo che i giovani bevitori di blended erano cresciuti ed erano pronti a confrontarsi con qualcosa di diverso, di più costoso magari, ma anche di maggiore complessità e autenticità d’origine”.

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