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Il mondo degli affitti brevi sull’emergenza sanitaria Coronavirus

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affitti brevi

Il governo ha raddoppiato le risorse per fronteggiare l’epidemia del Coronavirus ed è pronto a varare misure straordinarie per 7,5 miliardi per sostenere famiglie e imprese provate dall’emergenza. Si attende, a giorni, l’ok definitivo dall’Europa per accrescere il deficit italiano e far fronte così a un’emergenza che non è mai stata solo sanitaria.

In queste settimane concitate, il turismo appare come uno dei settori più colpiti e che risentirà più a lungo di questa sospensione della vita di tutti i giorni, soprattutto perché non si hanno idee precise su quanto l’emergenza potrà durare, coinvolgendo così quelli che sono i mesi di maggiore afflusso turistico nella penisola. Ogni comparto con le sue problematiche ed esigenze specifiche, e così anche quello degli affitti brevi.

Nessuno deve perdere il lavoro per il Coronavirus“, ribadisce Roberto Gualtieri, ministro dell’Economia; cercando di lanciare segnali positivi e concreti di fiducia attraverso azioni mirate, piani per la ripartenza e coordinamento nazionale.

E sul comparto specifico degli affitti brevi Marco Celani, AD Italianway e portavoce Associazione nazionale “Italia Startup”, a nome delle aziende italiane top player del settore extra alberghiero, nell’ambito del tavolo di lavoro sulla crisi del turismo post coronavirus. Con lui anche Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB, il più diffuso property manager italiano degli affitti brevi.

Marco Celani, AD Italianway

Introduzione della cassa integrazione o del FIS (Fondo di Integrazione Salariale) anche per i lavoratori del settore extra alberghiero; accesso al credito facilitato per far fronte alla copertura momentanea dei costi fissi incomprimibili; credito d’imposta per mancati ricavi per perdite superiori al 20% rispetto all’anno precedente; moratoria delle rate di finanziamenti in essere per investimenti e sospensione temporanea adempimenti fiscali: sono alcune delle richieste presentate ufficialmente al Governo da Marco Celani.

Marco Celani, AD Italianway, e Lorenza Bonaccorsi, Sottosegretaria di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Spiega Celani, che nei giorni scorsi ha incontrato riservatamente la Sottosegretaria Bonaccorsi anche rispetto alla riforma del settore extra alberghiero annunciata dal Governo prima dell’emergenza coronavirus: “Il principale costo dei property manager è il personale. La richiesta è quella di essere equiparati al settore alberghiero per quanto riguarda la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali per un periodo limitato. I property manager non sempre sono identificati con un codice Ateco specifico, spesso risultano essere società di gestione immobiliare, di servizi o agenti immobiliari. Al fine di mantenere la capacità produttiva di tutto il settore che in Italia vale almeno 2,5 miliardi in termini di valore delle prenotazioni dirette, circa 10 miliardi a livello di indotto (imprese di pulizie, manutenzioni, ristorazione, esperienze, cultura, trasporti, travel in generale ecc) e annovera circa 200mila host privati e 20mila operatori professionali, sarebbe opportuno ricomprendere nelle misure di accesso agli ammortizzatori anche le società di servizi ai property manager (ad es pulizie e manutenzioni) che impiegano molto personale, per evitare che si sciolgano e non siano in grado di riprendere l’attività al momento della ripresa. Il FIS non è sufficiente. È necessario uno strumento con dotazione finanziaria. Il Governo ci sostenga o l’Italia rischia di perdere un patrimonio di competenze specifiche delle piccole e medie imprese difficile da ricostruire. Se gli imprenditori saranno costretti a licenziare per mancanza di alternative il PIL potenziale del settore ancora inespresso (soprattutto a livello fiscale) potrebbe andare perduto per lungo tempo”.
Gli operatori della filiera si stanno rivolgendo al Mibact, che ha delega sul settore, per rappresentare la situazione attuale e le prospettive dei prossimi mesi. Obiettivo comune è presentare proposte fattive, al fine di arginare le ricadute negative del forte rallentamento del mercato delle vacanze. Le località turistiche hanno stagionalità diverse e reagiranno in modo differenziato, quindi per molti aspetti non è ancora prevedibile l’effettivo impatto sulle attività dei prossimi mesi.

CleanBnB invita gli imprenditori di settore a fare la propria parte

CleanBnB, il più diffuso property manager italiano degli affitti brevi, recentemente quotato in Borsa, ritiene certamente utile l’interlocuzione con i decisori istituzionali, ma invita anche gli imprenditori del settore a fare la propria parte.

Il supporto pubblico è certamente necessario – dichiara il Presidente CleanBnB, Francesco Zorgnoma servono anche sinergie tra tutti gli operatori del turismo per elaborare strategie condivise. In particolare nel mondo degli affitti brevi è necessario prendere atto che l’impatto dell’attuale emergenza sarà diversificato, sia in termini geografici che di tempistica. La nostra società, avendo un portafoglio molto distribuito sul territorio nazionale, può gestire meglio lo stress del momento, con una serie di politiche attive e diversificate di offerta turistica”.

Secondo Zorgno il catastrofismo non aiuta; stiamo affrontando un “periodo di bassa stagione forzatamente prolungato”, che va gestito guardando avanti al momento in cui si tratterà di rilanciare seriamente il settore.

I grandi eventi previsti in queste settimane – aggiunge – sono stati per lo più rinviati, non annullati: questo permetterà un recupero almeno parziale in termini di fatturato. È necessario però tenere ben presenti le difficoltà degli operatori più piccoli, che costituiscono la massima parte del mondo della gestione degli affitti brevi. Si tratta infatti di soggetti meno strutturati e quindi più esposti a questo momento di crisi“.

CleanBnB è pronta a tendere la mano agli operatori in maggiore difficoltà.

In questo problematico periodo – conclude Zorgno, che è anche consigliere di Rescasa (Associazione per il turismo in appartamento) – stiamo ricevendo moltissime richieste di supporto da parte di property manager più piccoli, che si trovano in evidente affanno per lo squilibrio finanziario che si è venuto a creare: costi fissi difficilmente sostenibili a fronte di un lungo periodo di compressione degli incassi. Stiamo valutando forme di sostegno concreto, diversificate a seconda dei casi, e finalizzate a dare continuità alle attività di questi operatori. È una forma solidale e professionale di affrontare l’emergenza e di accelerare il ritorno alla normalità“.

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