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Il Made in Italy agroalimentare esportato in Cina vale 440 milioni di euro

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I prodotti agroalimentari Made in Italy esportati in Cina valgono 440milioni di euro.
I dati sono stati diffusi dall‘Ufficio Studi di Cia-Agricoltori Italiani in occasione della visita di Stato del presidente Xi Jinping a Roma. L’interscambio commerciale si è chiuso a favore della Cina per un valore di 154,5 milioni di euro nel 2018.
Il vino, con un valore di 127 milioni di euro, è il prodotto Made in Italy più esportato in Cina, incide per un terzo sull’export complessivo (29%), tanto che l’Italia è diventata il quinto fornitore del Paese (qui l’articolo di approfondimento sul tema)
Nelle esportazioni verso Pechino seguono a distanza il comparto lattiero-caseario (33 milioni di euro) e l’olio d’oliva (27 milioni), che insieme valgono circa il 15% dell’export agroalimentare. Fuori dal podio, di poco, tè e caffè, ma anche ortofrutta trasformata, pasta e carne trasformata.
Dal Piemonte alla Toscana, dal Veneto alla Sicilia passando per l’Emilia Romagna, il settore vitivinicolo italiano ha la forte esigenza di vendere all’estero, dal momento che produciamo molto di più di quello che riusciamo a consumare a livello domestico.
Gli spazi di manovra però sono ancora enormi ad esempio per l’ortofrutta; come vi abbiamo raccontato in questo articolo, kiwi e agrumi volano in direzione Cina ma mele e pere, tanto per fare qualche esempio, non possono entrare dentro i confini del Paese asiatico. I dati dell’analisi Cia-Agricoltori Italiani sono comunque incoraggianti: dal 2010 ad oggi l’incremento delle esportazioni ha più che quintuplicato quello delle importazioni. Infatti, fatto cento il valore di entrambi i flussi commerciali, mentre gli arrivi da Pechino sono aumentati del 19 per cento, le vendite estere sono cresciute del 129 per cento. Potenzialmente però si può fare molto di più e in meno tempo.

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