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Il basilico cresciuto sott’acqua è più verde e più aromatico

Cresce sotto il mare il basilico più verde e aromatico. A rivelarlo è uno studio di un team di ricercatori dell’Università di Pisa che ha valutato la risposta delle piante coltivate nelle biosfere sottomarine dell’Orto di Nemo, più verdi e aromatiche delle altre.

L’ateneo pisano è uno dei partner scientifici dell’Orto di Nemo, progetto del 2012 promosso da Mestel Safety del gruppo Ocean Reef, società che si occupa di strumentazioni subacquee, con l’obiettivo di realizzare un sistema alternativo di agricoltura per aree in cui le condizioni economiche o ambientali rendono difficile la crescita di specie vegetali a livello del suolo. Si tratta di una serra sottomarina a 8 metri di profondità costruita sulla costa di Noli (Savona) dove la temperatura interna risulta costante, visto che in mare gli sbalzi termici sono minimi tra il giorno e la notte; l’aria contenuta aumenta di qualche grado.

Pubblicato da Nemo's Garden su Giovedì 15 giugno 2017

Questo fa sì che l’acqua marina a contatto con la biosfera evapori e condensi sulle pareti di plastica, formando di fatto acqua dolce. Infine insetti e altri agenti non riescono ad arrivare.  Il basilico studiato è stato coltivato in biosfere di metacrilato di alcuni metri di diametro immerse nel mare tra i sei e i dieci metri di profondità dove vi sono alcune serre sottomarine, somiglianti a mongolfiere trasparenti dove possono crescere, su mensole posizionate all’interno, dalle 65 alle 95 piantine. Si tratta di strutture ecologiche autosostenibili che si alimentano con energia rinnovabile e per l’irrigazione utilizzano l’acqua marina che distilla dalle pareti e gocciola sulle piante.

 

All’interno delle serre si costituisce un ecosistema diverso da quello terrestre per pressione, luce e umidità che influenza la crescita delle piante e la loro composizione in termini di metaboliti primari e secondari. In base a queste nuove condizioni ambientali, il basilico cresciuto è più ricco di sostanze antiossidanti e di pigmenti fotosintetici per catturare meglio la minor luce che riceve rispetto a quella terrestre. È inoltre più ricco di metil eugenolo, l’aroma volatile caratteristico del basilico genovese, rispetto a quello tradizionale che cresce sulla terraferma.

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