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Horeca vs GDO: un confronto internazionale in tempi di lockdown!

Horeca vs GDO: un confronto internazionale in tempi di lockdown!

Dopo una prima fase di assoluta crescita dei consumi nella grande distribuzione, ora è tempo di ripartire anche per il settore Horeca.

In quasi tutti i Paesi del mondo, Italia per prima, si è assistito ad una corsa senza precedenti verso i grandi supermercati, ipermercati ma anche piccole realtà alimentari che hanno portato a un’impennata nella crescita dell’universo gdo.

Ma ristoranti e bar non sono stati a guardare e hanno trovato un metodo alternativo per compensare il gap causato dalla prima fase di lockdown adottando servizi di delivery e online, asporto e consegna a domicilio, grazie al supporto della tecnologia. Una risposta concreta da parte degli operatori del settore del segmento horeca che sembra aver trovato terreno fertile tanto in Italia quanto all’estero. L’Italia inoltre, dal 18 maggio, seppur tra molte difficoltà, riapre le porte a bar e ristoranti, facendo da apripista per migliaia di attività oltre confine.

Dentro e fuori casa: gli italiani non rinunciano alla convivialità, ma con giudizio

Gli italiani saranno più attenti ai prezzi quando fanno la spesa ma più disposti a spendere quando usciranno. E l’home delivery è qui per restare in una nuova normalità all’insegna di sicurezza e tecnologia.

È un’emergenza Covid a due facce quella che sta vivendo il settore agroalimentare. Da un lato il consumo domestico, dapprima sospinto dall’effetto scorta e poi assestato su un new normal che favorisce alcune merceologie piuttosto che altre. Dall’altro il fuoricasa, colpito in maniera rilevante da un lungo blocco praticamente totale.

Più prodighi al ristorante che al supermercato

Secondo un sondaggio condotto da Nomisma, subito dopo il prevedibile desiderio di riabbracciare i propri cari (49% degli intervistati), in testa alla lista delle cose da fare subito dopo il termine del lockdown per il 43% degli italiani c’è una cena fuori, e un viaggio per un italiano su tre.

Non sarà però né semplice né scontato, come testimonia un’altra indagine condotta stavolta da TradeLab. L’82% degli intervistati dichiara che tornerà a frequentare bar, ristoranti e locali solo quando si sentirà in totale sicurezza. Le richieste che i consumatori fanno ai gestori sono principalmente di evitare gli affollamenti (75%), garantire la sanificazione (59%) e rispettare le norme (53%). Le occasioni di consumo che gli italiani hanno più voglia di tornare a fare sono bere un caffè o cappuccio al bar (25%), mangiare una pizza (24%) e fare un aperitivo con gli amici (15%).

Consumi online sulla porta di casa

Un altro fattore comune a entrambi gli ambiti sarà un maggiore ricorso alla tecnologia. In Italia c’è voluta l’emergenza per vedere infine quel boom dell’e-commerce anche agroalimentare che si aspettava da tempo.

E nel fuoricasa crescono ad esempio le reti di ristoratori che vanno online, in collaborazione con le food tech company, in alcuni casi facendo nascere nuove insegne dedicate, soprattutto nel monoprodotto: molto gettonato il poké, ma vanno molto anche wok, etnico e l’immancabile pizza. Continuando a offrire una qualità ristorante, la gestione tramite centrale consente di ridurre i costi anche del 30%. Nelle aspettative, il sistema dovrebbe funzionare perché, oltre all’ottimo rapporto qualità/prezzo e all’esperienza, la centralizzazione offre maggiori garanzie sotto il profilo igienico-sanitario: i kit possono infatti arrivare a casa con una vera e propria certificazione Covid-safe.

L’home delivery continuerà a essere un driver di sviluppo fondamentale per la ristorazione, affiancando sempre più l’attività all’interno dei locali. Questo renderà il mercato ancora più competitivo: per differenziarsi, sarà necessario da parte dei ristoratori arricchire il delivery con aspetti esperienziali unici, soprattutto per i top di gamma. Tipologia di offerta, servizio pre e post vendita, packaging, modalità di pagamento rappresentano un segno di continuità, un’attenzione al dettaglio che “coccola” il cliente al tavolo di casa, che lo fa sentire come se fosse al ristorante. Una cura che si riflette anche sulle modalità di consumo del cliente, ad esempio con una mise en place più sofisticata in un modalità di consumo che sfumano sempre più le differenze fra casa e fuoricasa.

Flessibilità e adattamento, le parole d’ordine per ripartire anche all’estero

Se da un lato nella Gdo sono state messe in campo misure di distanziamento sociale, percorsi segnalati ed entrate scaglionate nei punti vendita, il mondo horeca deve fare i conti “al metro”.

Come per l’Italia, anche all’estero il ritorno al consumo fuoricasa, con le dovute precauzioni, si pone come primo desiderio. Ad esempio nei Paesi del Medio Oriente, in cui l’ospitalità è riconosciuta a livello mondiale e le strutture ricettive sono simbolo di un’architettura avveniristica, si guarda al futuro con ottimismo. In particolare Jamal Henayh, General Manager del Gruppo Eat Restaurant Group con sede in Giordania, sottolinea come sia necessario procedere nella fase di riapertura di ristoranti e alberghi secondo regolamenti rigorosi per garantire ambienti sicuri non solo per il cliente ma anche per il personale, con piani lavorativi flessibili. Ristoranti e alberghi, per riaprire a norma, si stanno attivando per ripensare allo spazio a disposizione riducendo quindi il numero dei tavoli disponibili e fornire al cliente una mise en place più sicura sposando la politica del monouso.

Negli Emirati Arabi fotografa la situazione Naim Maadad, Founding Member della nuova associazione Middle East Restaurant Association (MERA). Ristoranti e caffè sono aperti dall’ultima settimana di aprile, seppure con rigorose restrizioni atte a mantenere la distanza sociale di due metri tra i tavoli e operando quindi con una capacità massima del 30% rispetto al numero abituale di posti, così come gli hotel: a Dubai dovranno aderire alle nuove misure di distanziamento sociale e di sicurezza e dal 12 maggio gli ospiti degli hotel possono accedere alla spiaggia privata. In generale i clienti che intendono soggiornare in uno degli hotel di Dubai devono sottoporsi a screening termico e fornire pagamento anticipato online. Secondo le linee guida, l’Hotel assicura un minimo di 24 ore tra il check-in e il check-out per ogni camera. Negli Hotel restano ancora chiusi bar, saune e spa, discoteche e strutture termali.

Le best practices per la sicurezza internazionale

Le best practices dovranno essere disponibili in modo chiaro e preciso per seguire alla lettera gli standard di igiene e sanificazione e i processi di pulizia profonda, da eseguire in presenza degli ospiti in modo da incoraggiare la spinta di fiducia sociale. Esempi di ripresa e di timida riapertura si possono osservare già in Cina, Australia e Nuova Zelanda.

Se da un lato hotel e ristoranti seguono protocolli di salute e sicurezza sviluppati per la massima protezione del cliente e di lavoro, confermati anche dall’American Hotel & Lodging Association (AHLA) che ha promosso negli Stati Uniti l’iniziativa Stay Safe per preparare gli hotel americani ad accogliere in modo sicuro ospiti e dipendenti, la FDA – Food and Drug Admistration, si occupa anche degli aspetti della Gdo e della piccola distribuzione.

L’ente governativo statunitense che gestisce la regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, dipendente dal Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti d’America, sta condividendo informazioni sulle migliori pratiche per gestire negozi di alimentari al dettaglio, ristoranti e servizi di ritiro e consegna durante la pandemia, affrontando le considerazioni chiave su come gli alimenti offerti al dettaglio possono essere gestiti e consegnati al pubblico in modo sicuro, nonché le migliori pratiche per la salute dei dipendenti, la pulizia e la sanificazione e le attrezzature di protezione individuale.

TUTTOFOOD, l’International Food Fair che rappresenta il punto d’incontro tra l’eccellenza agroalimentare italiana e le realtà Food & Beverage di tutto il mondo e HostMilano, manifestazione leader dell’accoglienza, sono un punto di riferimento per gli operatori del settore del fuori casa e si confermano volano per fare business di qualità. Il contributo di top player e di professionisti che condividono il proprio know how ed esprimono le loro riflessioni, diventa spunto interessante per tutti i protagonisti del mondo hospitality e food che intendono confrontarsi sul futuro dei comparti.

La prossima edizione di TUTTOFOOD si terrà dal 17 al 20 maggio 2021, HostMilano sarà invece dal 22 al 26 ottobre 2021, a Fiera Milano.

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