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Hilton al palazzo Rai e Ikea a Porta Susa: i nuovi alberghi a Torino

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Hilton Moxy Ikea - Torino

Secondo indirizzo Hilton a Torino. Il grattacielo che per anni ha ospitato la Rai in via Cernaia diventerà il secondo albergo della catena nel capoluogo piemontese.
L’edificio è situato di fronte alla vecchia stazione di Porta Susa, di recente acquisita dal colosso Ikea per essere a sua volta convertita in una struttura ricettiva.
Ikea, infatti, provvederà alla riqualificazione della vecchia Porta Susa e all’apertura di un hotel per Millennials a marchio Moxy.

Hilton è già presente a Torino dopo aver rilevato l’ex Nh Torino Lingotto Tech, l’albergo sorto a inizio anni 2000 su quella che un tempo era una fabbrica Fiat. Il grattacielo Fiat – 18 piani fuori terra per 72 metri di altezza, inutilizzati da decenni e pieni di amianto – è da anni in cerca di una nuova destinazione, al punto che il Comune l’aveva inserito nel masterplan di candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026, immaginando di potervi costruire un villaggio. Sfumato il sogno olimpico da mesi l’area è diventata accampamento per disperati e senzatetto, finché la sindaca Appendino – con una ordinanza – l’ha vietato per motivi di sicurezza, visto che la zona è diventata un cantiere per i lavori di ristrutturazione del palazzo.

Ora sembra che il grattacielo possa ridare nuova vita, assieme a Porta Susa, ad un quartiere scivolato lentamente nel degrado come quello di Porta Susa. Costruito nel corso degli anni sessanta, anni del boom economico italiano su progetto degli architetti Morelli e Morbelli, sulla base di preesistenti fondamenta della Torre Littoria e della progettata piazza delle parare, mai realizzata . Il grattacielo era volto a rappresentare la sede nazionale della RAI, nata proprio a Torino, ma presto destinata al trasferimento di gran parte dei suoi dipartimenti nella città di Roma.
All’interno dell’edificio sono presenti alcune opere artistiche moderne di grande formato quali il dipinto di Felice Casorati Concerto (1924),[1] la scultura Suonatori di Jazz, realizzata nel 1966 da Mario Giansone, e l’arazzo L’enigma di Febo di Corrado Cagli.

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