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Floyd Cardoz è il primo chef morto a causa delle complicanze del Covid-19

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Floyd Cardoz

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La famiglia di Floyd Cardoz ha confermato la notizia della morte al sito indiano Scroll.in il 25 marzo.

Lo chef, originario di Mumbai, era stato trasferito all’ospedale di New York poco dopo essere ritornato l’8 marzo da un viaggio in India.

Protagonista della scena dell’alta ristorazione newyorkese, Cardoz, come racconta l’articolo del The New York Times, era stato il primo chef nato e cresciuto in India a portare, negli anni ’90, la cucina indiana nell’alta ristorazione della metropoli americana. Dopo la menzione e le tre stelle di merito ricevute dal New York Times (la prima volta per un ristorante asiatico), Floyd Cardoz aveva aperto numerosi altri locali, tra cui un bar dove il pane era la specialità, “Bombay Bread”.

Lo chef era stato tre volte vincitore di Top Chef Masters ed è riconosciuto come una vera celebrità nella scena newyorkese. Oltre al Bombay Bar, è stato patron e chef di Bombay Canteen e del Tabla, ristorante aperto con Danny Meyer nel 1998 a Manhattan.

Chef Cardoz al Tabla, ristorante guidato insieme al ristoratore Danny Meyer, aperto nel Flatiron district quartiere di Manhattan nel 1998 – Credit. Fred R. Conrad/The New York Times

Floyd Mark Cardoz aveva 59 anni, e passione e tenacia senza rivali. Nato nella Bombay degli anni Sessanta, nonostante gli studi di biochimica, aveva deciso di inseguire la carriera di chef, piuttosto insolito in India. La sua forza e il suo coraggio lo hanno portato a creare per sé uno spazio inesistente nell’alta ristorazione americana, con una visione più ampia di coloro che recensivano negativamente i suoi ristoranti o la sua cucina, Cardoz è andato avanti per la sua strada, ispirando un’intera generazione di chef indiani residenti in America, insegnandogli a rivendicare e valorizzare le proprie origini nella vita come in cucina.

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