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Ferrarini in crisi e dipendenti preoccupati: richiesto concordato

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Ferrarini

Non è certo un buon periodo per la famiglia Ferrarini e i dipendenti dell’azienda di Reggio Emilia, leader nella produzione di prosciutto cotto e stagionato la cui storia ha inizio nel 1956, quando Lauro Ferrarini dà il via alla produzione industriale di prosciutto cotto nella villa di Rivaltella, a Reggio Emilia.

Le trattative con Italmobiliare e il passo indietro

Vi avevamo parlato della notizia diffusa il 13 giugno da Italmobiliare, Investment Holding, e QuattroR dell’avvio di una trattativa per un possibile ingresso con quota di maggioranza nel gruppo Ferrarini.
Con una nuova nota del 3 luglio, Italmobiliare e QuattroR informavano di aver ricevuto dai soci del Gruppo Ferrarini una dichiarazione unilaterale di interruzione delle trattative in essere.
La ricerca di un partner finanziario era stata così interrotta bruscamente e oggi fa assai discutere la richiesta presentata dalla famiglia Ferrarini durante l’assemblea svoltasi il 25 luglio.

Assemblea con i sindacati: richiesta di concordato

L’assemblea si è tenuta al cinema Rivalta di Reggio Emilia, alla presenza di 150 dipendenti dell’azienda e con l’intervento di Ennio Rovati della Uila Uil di Reggio, Vittorio Daviddi della Fai Cisl e Giovanni Velotti della Flai Cgil, in rappresentanza degli stabilimenti di Reggio Emilia, Lecco (Vismara) e Parma.

Le società Ferrarini Spa e Vismara Spa – ha spiegato l’azienda – al fine di preservare al meglio la loro continuità aziendale, di tutelare anzitutto i posti di lavoro, gli interessi di tutti i clienti e di tutti i fornitori hanno deciso di chiedere al Tribunale di Reggio Emilia la concessione di un termine per proporre una soluzione che consenta loro di uscire dalla situazione di difficoltà finanziaria in cui versano, mantenendo così le attuali posizioni di vertice nel mercato di riferimento”.

La famiglia Ferrarini ha assicurato che “farà ogni sforzo per sostenere un’azienda così importante per i tanti dipendenti sia diretti che indiretti dei propri fornitori“.

Il prossimo incontro è stato fissato a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, il 3 agosto. Qui potrebbero entrare in gioco altri player, interessati a possibili investimenti per rilevare e salvare l’azienda.

Il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha affermato che il Comune sta seguendo “in modo attento l’evolversi della situazione” e sarà presente al tavolo convocato il 3 agosto.

L’auspicio che il sindaco ha espresso “è che ci siano le condizioni per il mantenimento dell’intero presidio produttivo e occupazionale, e della continuità aziendale“. Il Comune sta “valutando tutte le strade possibili affinché ogni strumento a disposizione dell’amministrazione di viale Aldo Moro a Bologna possa essere sfruttato per la Ferrarini“.

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