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FAO, allarme biodiversità: a rischio il futuro dell’alimentazione

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l 24% di quasi 4.000 specie di cibo selvatico – principalmente piante, pesci e mammiferi – sta diminuendo: la biodiversità è in pericolo con conseguenze anche sull’uomo e l’ambiente.
L’allarme è stato lanciato dalla Fao che ha presentato ‘‘Il rapporto sullo Stato della biodiversità mondiale per l’alimentazione e l’agricoltura”.
Per biodiversità possiamo intendere tutte le piante e gli animali – selvatici e domestici – che forniscono cibo, mangimi, carburante e fibre e la miriade di organismi che sostengono la produzione di cibo attraverso i servizi eco-sistemici – chiamati “biodiversità associata”. Si includono anche tutte le piante, gli animali e i microrganismi (insetti, pipistrelli, uccelli, mangrovie, coralli, piante marine, lombrichi, funghi, batteri) che mantengono i terreni fertili, impollinano le piante, purificano l’acqua e l’aria, mantengono le risorse ittiche e forestali in buona salute, e aiutano a combattere i parassiti e le malattie delle coltivazioni e del bestiame.
Una volta perduta, avverte la Fao, la biodiversità agricola e alimentare non può essere recuperata.

Poco meno di 200 piante coltivate per il cibo, su 600, contribuiscono in maniera sostanziale alla produzione globale alimentare. La produzione mondiale di bestiame si basa su circa 40 specie animali: un piccolo gruppo fornisce la stragrande maggioranza di carne, latte e uova. E delle 7.745 razze di bestiame locali, il 26% è a rischio d’estinzione. Gli stock ittici sono sovrasfruttati e più della metà ha raggiunto il limite sostenibile.
I fattori chiavi della perdita di biodiversità citati dalla maggior parte dei paesi sono: cambiamenti nell’uso e nella gestione della terra e dell’acqua, seguiti da inquinamento, sovra-sfruttamento, cambiamenti climatici, crescita della popolazione e urbanizzazione.

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