Home Attualità Etichetta “a batteria”: Dop e Igp devono essere escluse?

Etichetta “a batteria”: Dop e Igp devono essere escluse?

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La battaglia per un sistema di etichettatura equo, che non valuti un prodotto come semplicemente positivo o negativo (quanto fa il NustriScore francese) ma tenga conto dell’alimentazione nel suo insieme (come punta a fare l’etichetta “a batteria” proposta dall’Italia) è ancora aperta e continua a far schierare istituzioni, Consorzi e aziende su due fronti distinti.

A fare la sua parte questa volta è la proposta di escludere i prodotti Dop e Igp italiani dal sistema nazionale di etichettatura a batteria, e che incontra il favore di OrIGin Italia.

La motivazione dell’associazione: “Natura e specificità di DOP ed IGP non possono essere banalizzate”. Il sistema dei Consorzi di Tutela intende far sentire la propria voce affinché non sia banalizzato l’enorme lavoro che si nasconde dietro ad ogni Indicazione Geografica con un sistema di valutazione nutrizionale in etichetta che non tiene conto delle specifiche caratteristiche derivanti dai disciplinari di produzione e dunque non adatto ad essere applicato ai prodotti di qualità certificata.

L’associazione, di fatto, non fa alcuna differenza fra NutriScore ed etichetta a batteria. “Sosteniamo l’impegno politico per escludere le DOP ed IGP da sistemi innovativi di etichettatura nutrizionale e ringraziamo in particolare la Ministra delle Politiche Agriciole, Alimentari e Forestali Sen. Teresa Bellanova . Le proposte di etichettatura nutrizionale per rendere più immediato e comprensibile al consumatore il valore nutrizionale degli alimenti – ha spiegato il Presidente di OriGIn Italia Cesare Baldrighi – pur perseguendo una finalità positiva, rischiano di distorcere il valore intrinseco e reale dei prodotti tradizionali, in particolare le DOP ed IGP, poiché essi sono caratterizzati da specifici disciplinari produttivi che ne esplicitano le caratteristiche compositive e ne prevedono anche le norme di etichettatura. Pertanto qualunque altro modello di etichettatura nutrizionale finalizzato ad evidenziare con elementi figurativi quei contenuti rischiano di stravolgere la percezione di un prodotto DOP od IGP.  La loro natura e specificità non possono essere banalizzate – conclude Baldrighi – ed è per questo che riteniamo che i prodotti DOP ed IGP debbano essere esclusi dai sistemi di etichettatura nutrizionale in tutta Europa oltre che tutelati come bene comune ed anche culturale della UE”.

La pensa così anche il Consorzio Parmigiano Reggiano, che sostiene di non necessitare di un ulteriore logo per imporsi con il suo valore.

Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano si pronuncia quindi a favore dell’esclusione dei prodotti dop e igp nell’adozione su base volontaria del sistema di etichettatura a batteria proposto dal Governo italiano. “Il Parmigiano Reggiano non è una commodity: è un prodotto ad alto valore aggiunto, riconosciuto dai consumatori e dai nutrizionisti come formaggio dagli altissimi valori nutrizionali, ricco di proteine, vitamine, sali minerali. Non abbiamo bisogno di un logo in etichetta che rassicuri il consumatore. Il principio dell’esclusione deve essere pertanto ribadito nel decreto nazionale sul sistema a batteria così che lo si riesca a far valere secondo il principio di mutuo riconoscimento anche verso quei Paesi che applicano il nutriscore.”

federalimentareDi parere contrario e al contempo entusiasta Federalimentare, che afferma tramite le dichiarazioni del presidente Ivano Vacondio “L’industria alimentare italiana accoglie con grande soddisfazione l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto relativo all’adozione del nuovo sistema di etichettatura nutrizionale a Batteriae specifica – La Batteria, ideata dalle istituzioni e sostenuta da vari stakeholder (tra i quali Federalimentare) sotto la direzione del Governo va incontro alle richieste dei consumatori, che da tempo chiedevano un sistema più chiaro per comprendere il valore nutrizionale dei prodotti alimentari”. Vacondio plaude in particolare la decisione “di evitare l’adozione di sistemi poco rispondenti alle esigenze dei consumatori italiani e penalizzanti per la dieta mediterranea, come ad esempio il Nutriscore francese”.

Riguardo l’esclusione dei prodotti di origine protetta dallo schema di etichettatura, a nostro avviso superflua dato che l’applicazione delle etichette è su base facoltativa e non a titolo obbligatorio, auspichiamo che il Governo sappia trovare una base argomentativa solida per evitare un indebolimento della posizione italiana nell’ambito del negoziato comunitario, dove ora si sposta la battaglia” ha concluso il presidente di Federalimentare.

In contrasto con queste affermazioni è Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia: come stanno precisando molti dei consorzi di tutela coinvolti, apporre un logo, sia esso quello della batteria o quello del nurtiscore, in etichetta, ad esempio sul nostro parmigiano o sul nostro prosciutto, accanto al logo di qualità delle dop induce in errore il consumatore facendogli perdere la percezione della distintività di questi prodotti e vanificando tutta la comunicazione e le risorse investite su tali eccellenze”.

Secondo Filiera Italia è fondamentale che il principio di esclusione venga ribadito nel decreto nazionale in via di emanazione.

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