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EFSA: non esiste un livello massimo di assunzione tollerabile per gli zuccheri

Non esiste un livello massimo di assunzione tollerabile per gli zuccheri secondo EFSA. Per Federalimentare questo sfata il nutriscore

Il gruppo di esperti scientifici dell’EFSA sulla nutrizione ha concluso una valutazione provvisoria circa la sicurezza degli zuccheri alimentari al termine di una revisione scientifica generale.

Cinque Paesi europei (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia) hanno specificamente chiesto se fosse possibile fissare su base scientifica, con riferimento agli zuccheri alimentari totali, un valore soglia denominato «livello massimo di assunzione tollerabile» (UL) per i nutrienti, al di sotto del quale il consumo non provochi problemi di salute. Dopo aver passato al vaglio oltre 30 000 pubblicazioni, gli esperti scientifici sono giunti provvisoriamente alla conclusione che non è possibile fissare tale soglia.

Nonostante ciò, il parere conferma, con relativi gradi di certezza, i molteplici nessi esistenti tra l’assunzione di diverse categorie di zuccheri e il rischio di sviluppare malattie metaboliche croniche e carie dentarie. Scopo di queste informazioni è assistere gli Stati membri dell’UE nella definizione di obiettivi nutrizionali per la popolazione e/o di raccomandazioni sanitarie per i singoli cittadini sul territorio nazionale.

Il progetto di parere comprende un modello di assunzione a dimensione UE con cui calcolare il consumo di zuccheri alimentari in ciascun Paese, e un quadro più dettagliato delle principali categorie di alimenti che contribuiscono all’assunzione di zuccheri tramite l’alimentazione.

Federalimentare: “Ennesima conferma per il nostro modello alimentare”

La bozza di parere preliminare dell’EFSA in relazione alla questione degli zuccheri è l’ennesima conferma per il nostro modello alimentare, i nostri prodotti e la dieta mediterranea” così Ivano Vacondio commenta quanto dichiarato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare, secondo cui non sembra possibile fissare una soglia, su base scientifica, di livello massimo di assunzione tollerabile di zuccheri, sotto la quale non si hanno effetti avversi per la salute.

Certamente, come spiega anche l’Efsa, c’è un collegamento tra un’eccessivo consumo di zuccheri e una serie di problemi di salute ma, come ripetiamo da molto tempo ormai, il problema non è mai un singolo alimento, bensì diete equilibrate e stili di vita sani, per cui lo zucchero non è affatto sconsigliato all’interno di una dieta purché non si superino le dosi giornaliere consigliate. In quest’ottica, la guerra ai nostri prodotti alimentari, compresa quella del Nutriscore, allora – continua il presidente Vacondio – non è evidentemente una questione di salute ma di interessi“.

Già da tempo, tra l’altro, l’industria alimentare ha riformulato oltre 4mila prodotti, riducendo anche la quantità di zucchero al loro interno, senza contare che tutte le informazioni necessarie per sapere ciò che mangiamo sono scritte sull’etichetta nutrizionale che ha il compito di informare il consumatore per consentirgli di prendere le giuste decisioni sulla propria dieta alimentare“.

Insomma – conclude Vacondio – sul fronte della salute dei consumatori l’industria del food & beverage è attiva già da tempo. E ricordiamo che se anche Bloomberg ci ha proclamato come il paese più longevo al mondo questo è grazie a una dieta equilibrata, basata su eccellenze alimentare riconosciute in tutto il mondo e non su bollini o dettami rigidi che hanno solo lo scopo di incriminare questo o quel prodotto“.

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