Home Attualità Ecco cosa contiene il nuovo DPCM del 22 marzo

Ecco cosa contiene il nuovo DPCM del 22 marzo

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attività produttive, filiera alimentare

In questo momento in cui l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19 va di pari passo con le difficoltà delle imprese e delle attività del nostro Paese, a causa delle misure contenitive, abbiamo bisogno anche di segnali positivi. Per questo Horecanews.it, tenendo fede al patto d’informazione con i suoi lettori, ha deciso di non fermare la normale programmazione ma di tenervi aggiornati sulle notizie del settore, anche per concedere un momento di svago dalle difficoltà del momento.

Domenica sera il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato il nuovo decreto annunciato sabato sera – qui il testo – che contiene nuove restrizioni per la diffusione del contagio da Covid-19. In sostanza, vengono chiuse tutte le attività produttive ritenute non necessarie.
Tale sospensione è da intendersi da oggi, 23 marzo, fino al 3 aprile, ma fino a mercoledì 25 c’è tempo per preparare le attività alla sospensione.

Il decreto contiene inoltre un’ulteriore stretta sugli spostamenti: ci si può muovere con mezzi pubblici o privati da un comune diverso da quello di residenza o domicilio solo per comprovate esigenze lavorative o di salute; rientrare presso il proprio domicilio, come previsto dal Decreto precedente, non è più da sola una motivazione valida.

Il Decreto specifica con un allegato – disponibile cliccando qui – l’elenco delle attività produttive, industriali e commerciali che sono escluse dal fermo.

Non si fermano innanzitutto le attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di di prodotti agricoli e alimentari, farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici e le filiere connesse (dalla logistica al packaging, ad esempio). Restano aperti benzinai, edicole e tabaccai, che però fermano le slot machine, Lotto e Superenalotto. Sono garantiti i trasporti pubblici e restano attive comunque tutte le attività utili a fronteggiare l’emergenza.
Le attività con impianti a ciclo produttivo continuo possono non interrompersi salvo richiesta al Prefetto della provincia che deciderà se sospendere o meno quell’attività.

Laddove le leggi regionali lo consentono non si ferma nemmeno il food delivery; Fipe comunica infatti “il servizio di consegna a domicilio dei pasti provenienti dai ristoranti è consentito e prosegue regolarmente. Un aiuto per milioni di persone costrette in casa, in particolare per i più anziani che possono continuare a farsi consegnare cibi preparati nei loro ristoranti di fiducia”.
“Come abbiamo sottolineato sin dal primo giorno – prosegue Fipe – è tuttavia indispensabile che questo servizio venga svolto nel pieno rispetto delle disposizioni di sicurezza sia per i lavoratori coinvolti che per i consumatori”.

Garantita la filiera alimentare

Nessun problema quindi per la produzione e la fornitura di cibo ai negozi al dettaglio e alla grande distribuzione, poiché l’industria alimentare è ritenuta nelle misure del governo necessaria.

“La filiera alimentare continua ad essere garantita insieme a tutte le attività funzionali ad assicurare la sua produzione” commenta Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, “Il governo ha prontamente chiarito la situazione, garantendo la produzione alimentare e tutto ciò ad essa relativa: dal packaging alle manutenzioni, solo per fare alcuni esempi. Naturalmente – precisa il presidente – il tutto nel rispetto dei controlli assolutamente necessari per tutelare la salute dei lavoratori e per poter continuare a supportare il paese in questo momento difficile”.

Un commento arriva anche da Filiera Italia, che invita il Governo a sostenere la produzione e i lavoratori del settore in questo momento delicato e i cittadini a non assaltare gli scaffali: “Come filiera agroalimentare siamo chiamati ad un grande atto di responsabilità che coinvolge i nostri lavoratori e di nostri imprenditori” dichiara il consigliere delegato Luigi Scordamaglia e garantisce “Saremo all’altezza”.
“Ora è necessario intervenire subito con misure di sostegno finanziario alle imprese garantendo innanzitutto la cassa integrazione per tutti i lavoratori del manifatturiero che si dovranno fermare e e per la quale le risorse già stanziate oggi diventano del tutto insufficienti” dicono ancora da Filiera Italia, sottolineando la necessità un’iniezione di liquidità per le imprese senza alcuna distinzione fra piccole, medie o grandi. “Ai cittadini va la nostra rassicurazione – conclude Scordamaglia – non serve fare incetta di prodotti alimentari perché uniti riusciremo a garantire l’approvvigionamento alimentare al Paese”.

 

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