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È boom di consumi per la pasta, il “piatto del cuore”. Osservatorio Tuttofood

La pasta ha conosciuto dall'inizio del lockdown una impennata di richieste e consumo: un cibo sano e pratico e anche un comfort food.

La pasta, una delle eccellenze riconosciute nel mondo dell’agroalimentare made in Italy, resiste e rilancia. E le esportazioni fanno da felice contraltare al boom della domanda interna (fino a +40% tra marzo e aprile nella prima fase di lockdown). Lo certificano i dati della ricerca internazionale “Il consumo di pasta durante il lockdown” commissionata da Unione Italiana Food e Agenzia ICE a DOXA, in occasione del World Pasta Day celebrato in tutto il mondo il 25 ottobre, che attesta come durante il lockdown i consumi globali siano cresciuti del 24%.

Un settore da sempre in primo piano per TUTTOFOOD che ha dedicato, e dedicherà nella prossima edizione, un’area a TUTTOPASTA (a fieramilano dal 17 al 20 maggio 2021). La manifestazione legge questi dati come un ulteriore conferma delle proprie proposte in ambito merceologico, attenta non solo all’offerta più tradizionale ma anche alle tendenze emergenti dei consumi e ai nuovi segmenti di successo del mercato nazionale e internazionale.

1 persona su 4 ha aumentato il consumo di pasta durante i mesi di lockdown, scegliendola come “piatto del cuore”, buono, sano, pratico e sostenibile. Oltre all’Italia, Germania, Francia, UK, USA sono i Paesi che rappresentano complessivamente più di un terzo del consumo mondiale e sono anche i primi mercati di riferimento per la pasta italiana, che ormai destina all’export il 60% della sua produzione. Nel 2019 sono state prodotte nel mondo quasi 16 milioni di tonnellate di pasta, e in Italia, dove è solida tradizione, l’amore per la pasta non mostra cedimenti: la mangia il 98% della popolazione con 23,1 kg procapite annui.

E circa 6 italiani su 10, in tutte le fasce di età e con un picco al centro-sud, la portano in tavola tutti i giorni. Ma la consumano anche i francesi, i tedeschi e gli inglesi. Buone notizie anche dagli USA: 9 americani su 10 consumano pasta quotidianamente. In questi Paesi la media di consumo pro capite è più bassa rispetto all’Italia: 9 kg all’anno negli USA, 8 in Francia e Germania, 3,5 nel Regno Unito. Ma stupisce ancora di più la frequenza con cui la pasta viene portata in tavola all’estero: in tutti i Paesi indagati, la maggioranza della popolazione mangia pasta in media da 1 a 4 volte a settimana, in percentuali che variano dal 56% degli americani all’85% dei francesi, passando per il 61% dei tedeschi. Addirittura, ben 6 americani su 100 e 7 francesi su 100 la mangiano tutti i giorni.

Ma qual è dunque il segreto di questo successo mondiale? Il motivo principale è la facilità di acquisto e di stoccaggio, soprattutto in fase di lockdown dove è stata registrata una tendenza del consumatore a fare più scorta del necessario. La pasta dunque è scelta dal 59% perché si conserva facilmente e a lungo, dal 40% – soprattutto italiani e tedeschi – perché è buona ed è considerata un alimento gratificante, per il 22% perché piace a tutti e per il 25% per essere un alimento sano. Inoltre, proprio in occasione del World Pasta Day, la pasta rilancia la sua candidatura a alimento utile per aiutare in modo sano e sostenibile un Pianeta sempre più povero e affamato.

A ognuno il suo formato

Nell’universo dei formati da mettere nel piatto, gli italiani preferiscono la pasta corta e rigata, mentre inglesi e americani quella lunga. I tedeschi quella fresca (ripiena e non). I francesi, invece, sono i maggiori estimatori della pasta corta e liscia. Su una cosa tutti, o quasi, sono d’accordo: la qualità della pasta italiana non è in discussione. E infatti la pasta made in Italy è la prima scelta nella dispensa globale.

È la preferita per il 72% delle famiglie inglesi, il 68% di quelle francesi, il 54% di quelle tedesche e il 48% negli Stati Uniti. TUTTOFOOD, attenta all’andamento del mercato, legge gli incoraggianti dati di IPO – International Pasta Organisation, come a una nuova evoluzione nella preferenza dei consumi fotografando l’immagine di un consumatore che guarda alla qualità del prodotto consumato e al proprio benessere, scegliendo quindi un’alimentazione vicina ai valori della dieta mediterranea.

La pasta è un alimento accessibile, semplice e che si identifica spesso con il concetto di convivialità tra le mura domestiche. Sono proprio i dati IPO che confermano l’Italia come primo Paese produttore di pasta con 3,5 milioni di tonnellate, +4% rispetto al 2018, prima di USA e Turchia.

Le elaborazioni di Unione Italiana Food su dati Istat rivelano nei primi sei mesi del 2020 un +25% delle esportazioni, un valore davvero eccezionale così spalmato sui diversi Paesi: la voglia di pasta italiana registra crescite superiori al 40% verso gli USA, Canada, Australia e Romania, del +30% verso UK, Paesi Bassi, Arabia Saudita. Superiore al 60% per Hong- Kong, Ucraina e Irlanda. Altri mercati strategici come Francia, Cina e Corea del Sud registrano crescite di oltre il 20%.

Consumi locali: anche all’estero il primo piatto è irrinunciabile

I dati di consumo locale di pasta, in Italia come all’estero, confermano la tendenza di crescita esponenziale, una crescita che è stata studiata anche da TUTTOFOOD che monitora i dati provenienti da diversi fronti, rielaborandoli e confrontandoli per meglio comprendere le nuove dinamiche.

In Francia, secondo uno studio Nielsen, gli acquisti di pasta sono aumentati del +114% nella prima settimana di marzo e del +196% nella successiva, quella che ha preceduto il lockdown. Ancora un mese dopo, i dati della prima settimana di aprile doppiavano (+99%) la voglia di pasta rispetto alla settimana precedente. E infatti una ricerca condotta da Adot a fine isolamento, rivela che il 60% dei francesi ha aumentato il suo consumo di pasta.

Una fotografia, sempre di Nielsen, sull’impatto iniziale del Coronavirus in UK, mostra che la pasta è stato il primo prodotto alimentare acquistato nella settimana dall’1 al 7 marzo (+74%) e certifica che a fine mese le sue vendite sono aumentate del 55%. Mentre negli USA i pastai locali hanno dovuto aumentare del 30% i volumi prodotti per rispondere alla domanda dei consumatori. E in Germania è stato boom di pasta importata dall’Italia.

TUTTOFOOD, “la” International Food Fair, rappresenta il punto d’incontro tra l’eccellenza agroalimentare italiana e le realtà Food & Beverage di tutto il mondo. Il prossimo appuntamento con TUTTOFOOD è a fieramilano a Rho dal 17 al 20 maggio 2021.

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