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Doggy bag: in Italia è richiesta da 1 cliente su 3

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doggy bag, spreco alimentare

La doggy bag, ovvero la scatola degli avanzi, una pratica diffusa finora solo all’estero, sembra pian piano prendere piede anche in Italia: un italiano su tre la chiede al ristorante (33%) ma i dati per ora non sembrano ancora paragonabili con quelli di altre nazioni, dove la doggy bag è una consuetudine.
Il dato emerge da una indagine Coldiretti/Ixe’ sugli sprechi alimentari i cui risultati sono stati diffusi in occasione della Giornata nazionale contro lo spreco alimentare che si è celebrata il 5 febbraio.

La doggy bag nasce negli anni Quaranta negli Stati Uniti quando l’abitudine a portar via ciò che non si era consumato al ristorante si diffuse in maniera piuttosto spontanea e a tutti i livelli della società. Secondo un’altra versione dei fatti, la doggy bag ha origine nel 1949 quando il ristorante Dan Sampler’s Steak Joint di New York fu il primo a adottare l’impacchettamento degli avanzi. Il locale aveva posto sul sacchetto l’immagine di un cane che incitava i clienti più timidi a portar via il cibo avanzato nel piatto per non sprecarlo.
Mentre in Francia esiste una norma che obbliga i ristoranti con 180 posti a sedere di avere in dotazione una doggy bag, in Italia, invece, la soluzione anti spreco non sembra attecchire su tutti; secondo Coldiretti il 9% sente di risultare scortese e non chiede la doggy bag, mentre il 5% ha vergogna di chiederla.
A questi da aggiungere il 28% degli italiani che quando mangia non lascia alcun avanzo: piuttosto che chiedere al cameriere la doggy bag, infatti, la maggior parte degli italiani preferisce divorare il piatto fino all’ultimo boccone anche se sazi o, peggio, lasciare il cibo e alzarsi.

Ricordiamo quindi che la richiesta di portare a casa gli avanzi dei pasti consumati nella ristorazione è un diritto dei clienti sancito anche dall’entrata in vigore della legge 166/16 sugli sprechi alimentari che ‘promuove l’utilizzo, da parte degli operatori nel settore della ristorazione, di contenitori riutilizzabili idonei a consentire ai clienti l’asporto degli avanzi di cibo’

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