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Distillati. Crescita lieve ma costante anche durante la pandemia

Il mercato dei distillati in Italia ha resistito al Covid-19. Nonostante le chiusure, la crescita è stata lieve e costante. I dati di Format research Srl per AssoDistil.

Il mercato dei distillati in Italia ha resistito al Covid-19. Nonostante le chiusure dei locali e del canale Horeca, le restrizioni e le difficoltà che hanno reso il 2020 un anno più che complesso (almeno fino al mese di Aprile 2021), la crescita registrata per i distillati nel Paese è lieve e costante.

I dati sono stati registrati da Format research Srl per conto di AssoDistil, che da oltre 70 anni riunisce, rappresenta e tutela le principali realtà del settore della distillazione italiana.

I ricavi, secondo il 58 per cento delle aziende intervistate, hanno registrato un incremento nel primo trimestre di questo anno. L’indicatore, secondo Format Research, è decisamente più alto rispetto alla media degli altri settori economici.

Digitalizzazione delle imprese: la pandemia come catalizzatore anche per le aziende di distillati

Un altro dato rilevante analizzato da Format research è quello relativo alla digitalizzazione delle imprese. Se la pandemia, da un lato, ha danneggiato fortemente l’economia del Paese, dall’altro l’emergenza sanitaria ha velocizzato i processi di digitalizzazione.

Un esempio è quello dell’istituzione dei canali e-commerce, un dato che si attesta intorno al più 129 per cento, oppure quello relativo alla creazione di un canale tramite marketplace (più 139 per cento). Un’evoluzione che dovrebbe consolidarsi, visto che 2 aziende su 3 continueranno a mantenere attive le piattaforme anche una volta conclusa l’emergenza sanitaria.

Smart Working e Cassa Integrazione per le imprese della distillazione

Tra i vari metodi adottati per far fronte all’emergenza sanitaria spicca quello dello smart working. Più della metà delle aziende hanno fatto ricorso a questa modalità di lavoro e circa il 67 per cento (più 15 punti percentuali rispetto a ottobre) degli interessati ha espresso soddisfazione relativamente all’utilizzo dello smart working. Un segnale forte che riassume un trend in crescita.

Per quanto riguarda la gestione dell’emergenza, solo il 40 per cento delle distillerie ha usufruito della Cassa integrazione, il 52 per cento ha optato per l’anticipazione di ferie e permessi e il 22 per cento ha già ridotto o ridurranno il personale nei prossimi mesi.

Canali di vendita e internazionalizzazione

Nell’ultimo periodo si conferma il trend registrato negli anni scorsi. L’87 per cento del fatturato deriva dal mercato domestico e solo il 13 per cento da quello estero. Il fatturato derivante dal mercato estero registra un calo dell’1 per cento rispetto agli anni precedenti.

Tra tutti i mercati europei ed extraeuropei, solo quello tedesco ha registrato un aumento dell’1,8 per cento rispetto allo scorso semestre, mentre Spagna e Francia hanno registrato rispettivamente una diminuzione del 10 per cento e del 7,7 per cento.

Tra i mercati extraeuropei quello che spicca più di tutti è quello nordamericano con il 42,9 per cento, registrando un trend positivo di 5,2 punti percentuali. Le distillerie, inoltre, puntano sulla promozione per rispondere alle difficoltà causate dall’emergenza sanitaria sul mercato internazionale. Infatti, il 64 per cento delle aziende ha espresso soddisfazione relativamente a nuovi progetti per far conoscere i prodotti ai consumatori esteri, più 8 per cento rispetto ai mesi precedenti.

Cambia anche il canale delle vendite, il 77 per cento delle distillerie ha continuato a produrre alcol destinato al consumo tradizionale. Ma il 23 per cento delle aziende, ovvero una quota elevatissima legata alla notevole richiesta di prodotti igienizzanti e disinfettanti in periodo di pandemia, ha riconvertito parte della produzione in alcol puro indispensabile presidio nella lotta al Covid-19.

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