Diemme dalla parte degli esercenti: la principale risorsa dell'Horeca è la riorganizzazione

Diemme dalla parte degli esercenti del canale Horeca, offrendo consulenze, video formativi gratuiti e tutte le risorse per ripartire il prima possibile.

4 Maggio 2020 - 01:30
Diemme dalla parte degli esercenti: la principale risorsa dell'Horeca è la riorganizzazione
In questo momento in cui l'emergenza sanitaria causata dalla diffusione del COVID-19 va di pari passo con le difficoltà delle imprese e delle attività del nostro Paese, a causa delle misure contenitive, abbiamo bisogno anche di segnali positivi. Per questo Horecanews.it, tenendo fede al patto d'informazione con i suoi lettori, ha deciso di non fermare la normale programmazione ma di tenervi aggiornati sulle notizie del settore, anche per concedere un momento di svago dalle difficoltà del momento.

È un colpo durissimo quello che stanno incassando baristi, pasticceri e ristoratori a causa dell’emergenza sanitaria in corso: locali chiusi, dipendenti in cassa integrazione e fatture da saldare, ma ancora poche risposte concrete che agevolino l’attività di tanti esercizi pubblici, spesso a conduzione familiare, anche in vista dell’incerta “fase 2”.

Ne sa qualcosa Diemme, la torrefazione che dal 1927 rifornisce i locali del Nordest e di oltre 40 Paesi esteri, oggi azienda principale di un Gruppo più ampio attivo nella gestione diretta di locali pubblici, con 250 tra dipendenti e collaboratori.

Da inizio marzo la filiera dell’intero comparto Horeca si è pressoché azzerata sia per il mercato italiano, sia per l’export. Ma proprio per la sua conoscenza delle reali problematiche del settore, Diemme si schiera con determinazione dalla parte degli esercenti e mette sul piatto tutte le risorse necessarie per resistere e poter quindi ripartire, seppur con le dovute cautele.

A tal proposito è lo stesso Presidente e AD del Gruppo Giannandrea Dubbini, nipote del fondatore dell’azienda, a intervenire e a non risparmiare critiche sulla mancanza di provvedimenti concreti a sostegno di baristi, pasticceri e ristoratori: "Al contrario di quanto si pensi, in questo settore si lavora spesso tra le 12 e 16 ore al giorno con grande impegno e senza grandi margini di profitto, ma ad oggi ancora troppo poco si è fatto o in maniera tardiva. A locali chiusi, non c’è ad esempio certezza sulla riduzione o sospensione della tassa di occupazione del suolo pubblico o dell’asporto dei rifiuti. Di questo passo, e contando che per ritornare ai livelli di fatturato pre-emergenza servirà almeno un anno, molti esercenti soffriranno, se non peggio. E con loro tutto il personale dipendente. Parliamo di un settore che in Italia occupa oltre un milione di persone".

Per arginare gli effetti della crisi, Diemme ha attivato iniziative di supporto ai locali in difficoltà.

"Offriamo consulenza ad esempio sul tema dei canoni d’affitto: alcuni nostri clienti stanno già ricevendo lettere di intimazione al pagamento, ma non è pensabile uscire da questa situazione drammatica senza rimodulare i costi. Tutti dobbiamo fare la nostra parte, compreso il settore immobiliare: con i locali commerciali chiusi per legge, i proprietari non possono pretendere il canone e i danni devono essere ripartiti. Piuttosto ora dovrebbero azzerare gli affitti e poi, da quando si riaprirà e fino a fine anno, almeno dimezzarli. Così faremo noi con i nostri affiliati affittuari", commenta Dubbini. - Grazie agli esperti di Diemme Academy, mettiamo inoltre a disposizione sui nostri canali social dei video formativi gratuiti, con consigli pratici su come affrontare la riapertura sotto vari aspetti".

Secondo Diemme da qui in avanti la partita si giocherà infatti sulla riorganizzazione del locale: un’accoglienza familiare e attenta nei confronti dei propri clienti (che specialmente all’inizio saranno disorientati per le nuove modalità di consumo), il contenimento delle spese, sconti per chi ordina online o sceglie il turno meno affollato, l’introduzione del servizio take away/delivery. Queste iniziative saranno la chiave per mitigare le perdite di fatturato, comunque inevitabili a causa delle prescrizioni.

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