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Dati Istat sulla produzione: il settore alimentare cresce

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Istat - Aprile 2019

I dati Istat sulla produzione industriale ad Aprile 2019 su marzo mostrano una situazione generale di decrescita (meglio quando viene considerato il trimestre febbraio-aprile). Ma se l’andamento è tendenzialmente negativo, il settore alimentari e bevande conosce invece numeri più che positivi.

Fra il aprile 2019 e aprile 2018 la crescita è del +4,9% (la media per tutti i settori è di -1,5%), per il periodo gennaio-aprile 2019 sul primo quadrimestre 2018 la crescita è del +2,2% (la media è -0,7%). Numeri più bassi quando si considera aprile 2019 su marzo 2019 (+0,1%) e febbraio-aprile 2019 su novembre 2018-gennaio 2019 (+1,0%), ma queste cifre assumono enorme rilevanza al confronto con gli altri settori che perdono molto.

Alcuni comparti alimentari si smarcano in positivo rispetto all’andamento medio di settore.

In particolare, sul quadrimestre, spiccano:

  • la “distillazione, rettifica e miscelatura degli alcolici” (+23,9%),
  • il “pane e prodotti di pasticceria freschi” (+8,4%),
  • i “succhi di frutta e ortaggi” (+7,6%),
  • l’“alimentazione per animali” (+6,7%),
  • i “vini da uve” (+5,9%),
  • il “cacao, cioccolato, caramelle e confetterie” (+5,2%)
  • la “birra” (+5,1%).

Federalimentare: la crescita del settore “è merito soprattutto dell’export

L’industria alimentare italiana corre più forte di ogni altro grande settore. Il dato emerge dalle ultime rilevazioni Istat sulla produzione. Nel mese di aprile il comparto alimentare registra, su indici a parità di giornate lavorative, un aumento del +4,9% sullo stesso mese dell’anno precedente. Nel 1° quadrimestre, il settore mostra così un aumento del +2,2%. L’industria italiana nel suo complesso evidenzia a sua volta, ad aprile, un calo del -1,5%, mentre nel primo quadrimestre mostra una variazione del -0,7%. Il settore conferma ancora, perciò, sia nel mese che nel quadrimestre, un andamento migliore di quello del totale industria, come emerso già negli ultimi mesi 2018.

Ma il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio, frena gli entusiasmi: “Questa performance nasce dalla spinta specifica delle vendite pasquali e soprattutto dal consolidato trend dell’export, che è sempre più il fattore trainante del settore alimentare, mentre sui consumi interni non registriamo la stessa vivacità di fondo”.

Sui tredici macrocomparti censiti dall’Istat, in ogni caso, solo quattro evidenziano variazioni positive. E tra questi l’alimentare appare decisamente il migliore. Fra i trend in crescita seguono nel periodo, le ”altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature” (+1,4%), la “fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica” (+0,5%), la “fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche” (+0,2%). Mentre scivolano nettamente in negativo, in particolare la “fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati” (-7,7%), la “metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo” (-3,7%), i “mezzi di trasporto” (-3,6%) e i “prodotti farmaceutici” (-3,6%).

 

Filiera Italia: “Settore trainante che va sostenuto

Ancora una volta emergono le doti anticicliche del settore alimentare”. Così Luigi Scordamaglia, numero uno di Filiera Italia, commenta il +4,9% segnato dalla produzione dell’industria alimentare nel mese di aprile rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un risultato che fa apparire il settore come un diamante raro se valutato alla luce dell’insieme dei dati Istat usciti oggi. Emerge, infatti, un’industria in crisi che tocca nel suo complesso, nello stesso periodo, il record negativo di  -1,5%, “È proprio in questo quadro – dicono da Filiera Italia – che la produzione del settore alimentare appare ancora più trainante”.

Merito di un export quanto mai vivace – prosegue Scordamaglia – dove non si fa più distinzione fra la qualità del prodotto e il territorio”. E conclude: “ecco perché oggi più che mai è necessario sostenere la vera industria alimentare italiana difendendola a livello internazionale da dazi e false imitazioni, adottando politiche premianti anche di carattere fiscale per chi produce in Italia usando prodotti agricoli nazionali, completando il percorso sulla trasparenza di origine in etichetta, concentrando tutte le risorse disponibili della Pac e non solo verso chi fa queste scelte premianti per il nostro Paese”.

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