Home Notizie Ambiente & Sostenibilità Da Carni Sostenibili le regole per conservare correttamente la carne

Da Carni Sostenibili le regole per conservare correttamente la carne

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Se c’è una regola d’oro per la conservazione della carne è quella di non interrompere mai la catena del freddo.
Carni Sostenibili, il progetto che riunisce le principali associazioni di categoria (Assocarni, Assica e Unaitalia), in occasione della giornata mondiale contro lo spreco alimentare ha evidenziato le cinque regole d’oro per aiutare i consumatori.

Carni sostenibili consiglia di portare sempre con sé una busta termica quando si acquista la carne sempre per conservarla durante la spesa. Portata in casa va messa subito in frigo o in freezer.
Se non si ha la certezza di consumarla nei giorni successivi va conservata a una temperatura che non deve superare i 4 gradi centigradi mentre il congelatore deve essere sotto i 18 gradi.
La carne rossa mediamente si conserva per 3-5 giorni se tagliata in pezzi grossi, 24 ore o al massimo 48 se macinata.
È facilmente deperibile anche la carne bianca, che può essere tenuta in frigo non oltre 2 giorni.
Diversa anche la conservazione per quanto riguarda la tipologia di carne, roast beef e filetti si conservano bene fino a 3-4 giorni mentre la carne tagliata a fettine, con una maggiore superficie esposta non deve superare i due giorni.

Tutte le carni si conservano in freezer da tre a sei mesi ma bisogna tenere in considerazione pezzatura, efficienza del macchinario. Buona regola è quella di dividere in porzioni prima di metterla sottovuoto facendo attenzione a non lasciare aria quando si mette negli appositi sacchetti.

Carni sostenibili nasce nel 2012 dall’iniziativa di un gruppo di operatori del settore zootecnico (aziende e associazioni).  Al dibattito sulla produzione e il consumo di carne, infatti, partecipano organizzazioni e stakeholder di vario genere, caratterizzati da scopi differenti: associazioni animaliste e/o ambientaliste, centri di ricerca, media. In questo contesto non si è mai inserito, almeno in Italia, il punto di vista dei produttori di carne, che hanno invece sentito la necessità di partecipare al dibattito fornendo informazioni, dettagli e dati oggettivi utili a correggere, dove necessario, alcune posizioni, a volte pregiudiziali se non completamente scorrette.

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