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Cous Cous Fest: il vincitore mondiale è il cous cous tunisino

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Cous Cous Fest 2018

È tunisino il cous Cous campione del mondo. A celebrarlo il mondiale che si è chiuso domenica 30 settembre a San Vito Lo Capo nell’ambito del Cous Cous Fest.

Ha vinto la ricetta di Nabil Bakouss, che lavora al ristorante Joia dello chef di origini svizzere Pietro Leemann, coadiuvato dagli chef Youssef Abdelli e Lamjed Hosni.

La ricetta tunisina, ‘Mare Nostrum’, è un cous cous al gambero rosso, harissa grigliata e hummus al finocchietto. Il cous cous tunisino ha battuto quello degli altri nove paesi in gara: Angola, Costa d’Avorio, Israele, Italia, Marocco, Senegal, Spagna e Stati Uniti.

Ha presieduto la giuria di esperti Fiammetta Fadda, che ha giudicato i piatti in compagnia di 14 colleghi tra giornalisti, chef e blogger.

La migliore presentazione del piatto è andata a Israele, rappresentata dallo chef Moshe Basson del ristorante Eucalyptus di Gerusalemme. La giuria popolare, composta dai visitatori della manifestazione, ha premiato invece il Senegal, con Ndaye Alioune Badara detto Paco, italiano d’adozione, che ha studiato ad Alma con Gualtiero Marchesi. Lo chef statunitense Marc Murphy, che gestisce la catena dei ristoranti Benchmarc Restaurants e fa parte del Diplomatic Culinary Partnership del Dipartimento di Stato americano, ha vinto il premio Salute e benessere. Il Cous Cous Fest ha animato la cittadina del trapanese per dieci giorni con un programma di sfide di cucina italiane e internazionali, cooking show con chef stellati, degustazioni, talk show, concerti e spettacoli.

Ad oggi nessuno può fare una statistica precisa, ci sono tantissime presenze – spiega Peppe Peraino, sindaco di San Vito Lo Capo – I nostri dati sono i ticket di degustazione che sono superiori a quelli dell’anno scorso. L’unica differenza sta nel fatto che quest’anno abbiamo deciso di delocalizzare tutti gli spettacoli nella zona dei campetti, si spostano così 5000 mila persone lontano dal centro storico“.

Ma dopo 21 anni serve un restyling.

È una manifestazione che dopo 21 anni necessita di essere rivista, dando anche questo tipo di innovazione, ma possiamo pensare anche alla musica e alle arti dei paesi del Mediterraneo. Possiamo far diventare l’evento ancora più internazionale integrandolo con tutti gli aspetti dell’enogastronomia“.

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