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Confcommercio e UNC sulla vincenda Qui! Ticket e il futuro dei Buoni Pasto

Buoni pasto - Intervista Confcommercio e Unione Nazionale Consumatori

Qui! Group, gruppo italiano leader nel settore dei titoli di servizio, ha visto recisi i contratti con la pubblica amministrazione per inadempienza, a causa dei tardivi rimborsi ai ristoratori: i buoni pasto sempre meno spendibili e il valore reale sempre più basso rispetto a quello nominale rappresentano problemi concreti che gravano sul lavoratore.
La vicenda di Qui! Group è esemplificativa di un sistema nato con degli obiettivi e che oggi si basa, però, su speculazione e procedure errate. Ne hanno parlato ai microfoni di Radio 1 GR Economia, durante la trasmissione andata in onda lunedì 16 luglio e riportata integralmente sul sito ufficiale di Fipe, Aldo Cursano, vice presidente vicario di Confcommercio, e Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Secondo Cursano, si è del tutto perso il senso del buono pasto, che nasce come una funzione sostitutiva di mensa: l’obiettivo, senza banalità, è il pasto del lavoratore. Un diritto che viene però svalutato a causa delle aste al ribasso realizzate dalle aziende, che prima fanno sconti aggressivi e poi non riescono a tenere fede agli impegni.

È proprio questo che crea lo squilibrio netto fra il valore nominale e quello reale del buono, mentre lo strumento viene ormai impiegato con un obiettivo diverso rispetto a quello per cui era stato studiato.
La legge permette, dallo scorso anno, di cumulare i buoni e ciò significa, per il lavoratore, fare la spesa. Ma se il valore reale cala e i buoni non sono accettati, è proprio il lavoratore a rimetterci.

Combattere la speculazione è il primo punto su cui Confcommercio e UNC insistono, perché sia ripristinato il valore effettivo del buono e la sua utilità; ma resta da discutere, secondo Cursano e Dona, anche la digitalizzazione dei buoni, in grado di abbattere i tempi di procedure logoranti.

Ma anche in questo ambito è il valore del buono il problema più pressante e deleterio per i lavoratori e per il quale sia Confcommercio che UNC auspicano, al più presto, una revisione del sistema.

Clicca qui per ascoltare l’intervista completa.

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