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Cielo e Terra Vini al Salone del CSR e dell’Innovazione Sociale

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Cielo e Terra Vini

I territori della sostenibilità: questo il tema della settima edizione del Salone del CSR [Corporate Social Responsibility, ndr] e dell’Innovazione Sociale organizzato da Koinètica che ha visto come protagonisti l’Università di Verona con RIS, Rete Innovazione Sostenibile, e rappresentanti del mondo imprenditoriale e della cooperazione sociale.
Così hanno portato la testimonianza del loro impegno e dei progetti in essere in ambito sostenibile aziende del calibro di Gore (produttrice di Goretex), Cattolica Assicurazione, Lidl, secondo player mondiale nella Distribuzione Organizzata, ma anche realtà fortemente radicate nel territorio come Cielo e Terra Vini o piccole Cooperative promotrici di servizi sociali.

Per Cielo e Terra ha preso parola Giampietro Povolo, Finance & Operations del Gruppo vinicolo di Montorso Vicentino presente in oltre 60 Paesi nel mondo, per raccontare cosa significa e come si vive la sostenibilità in azienda, partendo dalla presentazione della compagine societaria rappresentata per la maggioranza dalla Cantina Sociale dei Colli Berici e per il restante dalla famiglia Cielo attiva nel mondo del vino dal 1908.
Giampietro Povolo ha sottolineato come la peculiarità del business model di Cielo e Terra supporti la viticultura nel territorio dei Colli Berici con progetti mirati alla valorizzazione di produzioni autoctone che altrimenti non sarebbero economicamente sostenibili.
Importanti investimenti sono stati effettuati negli impianti tecnologici che hanno consentito il miglioramento delle performance ambientali e aziendali con riduzione dei consumi di energia e acqua, e quindi con un significativo risparmio economico, dimostrando che la sostenibilità non è sempre un costo come in genere l’imprenditore è portato a pensare, anzi “a lungo termine ha un impatto finanziario inimmaginabile” (cit. Larry Fink, CEO di BlackRock).

Numerosi anche i progetti di economia circolare finalizzati alla sostenibilità ambientale e sociale come l’utilizzo di bottiglie più leggere, il recupero di supporti etichette nel progetto RafCycle di UPM o il riciclo dei tappi di sughero che Amorim, fornitore e partner del progetto Tappo Etico, utilizza per la produzione di pannelli fonoassorbenti per l’edilizia o altri oggetti di design.
Sostenibile è anche solidale con il supporto dato a Engim/Ekuò per costruire pozzi in Sierra Leone, migliorare la condizione di vita di bambini nel Medellin in Colombia e avviare i giovani nel mondo del lavoro. Oppure “Message in a Bottle” il progetto per l’inclusione lavorativa di ragazzi disabili sviluppato assieme ad Agendo Vicenza.

Un lungo percorso che, iniziato 15 anni fa, ha portato l’azienda a richiedere la certificazione Bcorp, il riconoscimento di un nuovo modo di fare ed essere impresa lavorando in maniera responsabile, sostenibile e trasparente e perseguendo uno scopo più alto del solo profitto, con l’obiettivo di ridefinire un nuovo paradigma di business adeguato ai nostri tempi, concreto e replicabile.
Essere B Corp presuppone un significativo impegno in tutte le dimensioni con cui si confronta: l’ambiente, la gestione delle risorse umane, le relazioni con i fornitori e tutti gli attori della filiera, il rispetto dei diritti, il rapporto con le comunità locali del territorio di appartenenza. Un processo che porta nel tempo a meglio definire l’identità imprenditoriale, rendendo l’azienda sempre più distintiva e riconoscibile, ricca dei valori che ne faranno un Brand da associare al prodotto.

Un impegno a tutto tondo, quello di Cielo e Terra nella sostenibilità, a conferma che non si tratta di azioni isolate ma di una visione condivisa in azienda a tutti i livelli, “perché ci crediamo non perché ci conviene, – conclude Povolo – perché scegliamo e sappiamo come essere di supporto, perché vogliamo essere di esempio”.

 

 

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