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Chef stellati: i più ricchi d’Italia nella top ten

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chef stellati - Alajmo

Chiude in grande salute l’attività degli chef stellati italiani. A sottolinearlo sono i dati pubblicati da Pambianco Strategie d’Impresa, secondo cui il giro d’affari delle società di ristorazione ricollegabili agli chef che possono vantare almeno una stella Michelin avrebbe fatto segnare un +22,5% nel corso dell’ultimo anno.

Il tutto adottando per lo più una strategia di sviluppo ben precisa: creare un vero e proprio brand intorno all’immagine del proprio chef di riferimento.

Alajmo al primo posto

Al primo posto in graduatoria la famiglia Alajmo di Padova che segna una crescita del 5% per un importo di 14,1 milioni di euro.

Se il punto di riferimento del brand resta Le Calandre, il ristorante tristellato alle porte di Padova, la seconda generazione della famiglia rappresentata dallo chef Massimiliano Alajmo e dal Ceo Raffaele Alajmo ha voluto allargare gli orizzonti, arrivando fino a Venezia con il Gran Caffè Quadri e l’Amo al Fondaco dei Tedeschi, per poi attraversare le Alpi e arrivare fino a Parigi con il Caffé Stern.

Chef Carlo Cracco

ph. @enricodeluigi

La performance maggiormente positiva è invece quella dello chef Carlo Cracco che ha incrementato in un solo anno il suo giro d’affari del 60% per portarsi da 7,2 a 13 milioni di ricavi.

Enrico Bartolini, Giancarlo Perbellini

Enrico Bartolini, sei stelle con cinque ristoranti, conta su un giro d’affari di 9 milioni di euro. Segue poi Giancarlo Perbellini, che sale a 6,1 milioni di euro grazie anche al contributo di Locanda Perbellini a Milano, inaugurata proprio nel 2018.

Andrea Berton, Niko Romito ed Enrico Crippa

A seguire: Andrea Berton (5,5 milioni generati da più società), lo chef abruzzese Niko Romito con 5,3 milioni e una crescita sul 2017 di quasi il 15% ed Enrico Crippa (4,2 milioni).

Niko Romito

Alfonso Iaccarino, Antonino Cannavacciuolo e Massimo Bottura

Chiude la lista con le migliori performance l’esponente dell’alta cucina in Campania Alfonso Iaccarino che supera i 3 milioni di euro con un balzo del 25% anno su anno.

Il giro d’affari di Antonino Cannavacciuolo e Massimo Bottura non sono stati registrati: il primo a causa di una impossibilità a comunicare una prima stima sull’andamento dell’esercizio per una serie di cambiamenti societari, per il secondo non è stato ricevuto il dato di preconsuntivo 2018. Lo scorso anno i due erano posizionati rispettivamente al secondo e quarto posto.

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