Home Associazioni Caso Prosék. Fipe: “350mila locali pronti a difendere il prosecco italiano”

Caso Prosék. Fipe: “350mila locali pronti a difendere il prosecco italiano”

I bar e ristoranti italiani rappresentati da Fipe si schierano in difesa del prosecco italiano nel caso Prosék.

La Croazia ha inoltrato richiesta all’Ue per registrare la denominazione Prosék come menzione tradizionale e l’Ue ha dato il via libera alla pubblicazione della richiesta in Gazzetta Ufficiale. Il Caso Prosék continua a far discutere in Italia, perché si connota come vero e proprio attacco a suon di Italian Sounding a discapito del prosecco italiano.

Così ha risposto la Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi:

 

I bar e i ristoranti italiani sono pronti a schierarsi in difesa del Made in Italy e dei prodotti di qualità contro “quello che vuole essere a tutti gli effetti un tentativo di sdoganare l’italian sounding anche in Europa. In particolare, la Fipe-Confcommercio, Federazione italiana dei Pubblici Esercizi è pronta a sostenere il governo e le associazioni di categoria, nella battaglia contro il riconoscimento del Prosek croato da parte dell’Unione europea, che metterebbe in difficoltà il variegato mondo imprenditoriale e agricolo che ruota attorno al Prosecco Doc italiano.

Il Prosecco è un’eccellenza del nostro Paese e qualifica lo stile di vita italiano al pari del caffè espresso e degli spaghetti – sottolinea con forza Giancarlo Deidda, presidente di [email protected], Fipe-Confcommercio -. Uno stile di vita che si sublima nei 350mila locali italiani, dove la sapienza di migliaia di lavoratori, bartender e sommelier, consente di somministrare il prosecco alla giusta temperatura e nelle giuste modalità. Noi siamo il terminale ultimo di una filiera agroalimentare che produce, distribuisce e infine somministra uno spumante di qualità eccellente e come tali siamo pronti a fare la nostra parte in questa battaglia”.

Delle oltre 378 milioni di bottiglie prodotte nel 2019, 108 milioni sono state destinate al mercato italiano e di queste il 32% è stato servito nei pubblici esercizi

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