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Caffeina: l’alcaloide naturale presente nei chicchi di caffè

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caffeina

La caffeina fu isolata da chicchi di caffè nel 1819 dal chimico tedesco Friedrich Ferdinand Runge che la chiamò “Kaffein” – da cui derivò ‘caffeina’ in italiano – ed è presente in foglie, semi e frutti di queste e diverse piante, come il guaranà (5%), il (3%), la cola o lo yerba mate, dove agisce come insetticida naturale, paralizzante (tetanizzante) o con effetto comunque tossico per insetti e altri artropodi che le mangiano.

Nella sua forma primordiale, la caffeina ricorda quella di un cristallo, dal sapore amarognolo e incolore. Già durante l’età della pietra venivano consumate bacche e foglie contenenti caffeina, mentre la sua produzione in larga scala si ottiene in Cina.

Nel Monastero Chehodet in Yemen, uno dei monaci, avendo saputo da un pastore che il suo bestiame si manteneva “allegro” anche di notte se ingerivano certe bacche (contenenti, per l’appunto, caffeina), preparò con queste una bevanda con lo scopo di restare sveglio e pregare più a lungo senza avvertire la stanchezza.

A partire dal sedicesimo secolo la sua produzione iniziò a diffondersi in Asia, Africa, Europa.

Oggi gli Stati Uniti consumano il 70% dei beni contenenti caffeina.

La popolazione europea adulta consuma una media giornaliera di 200 mg (con un range di 100-400 mg), per la maggior parte derivante da caffè e tè, ma anche da bevande analcoliche comprese le “bevande energetiche” ed il cioccolato.
In Danimarca l’assunzione giornaliera è in media di 400 mg. In Irlanda e Regno Unito la caffeina si assume soprattutto tramite il consumo di tè.

La concentrazione di caffeina

In una tazzina di espresso la caffeina raggiunge gli 80 mg, la stessa quantità presente in 250 ml di un energy drink. A differenza di ciò che si potrebbe pensare, nel caffè ristretto c’è una minore concentrazione di caffeina perché rispetto all’espresso c’è meno infuso in tazzina, mentre la maggiore concentrazione di caffeina si riscontra nel caffè lungoNel tè è presente con 28 mg all’incirca ogni 150 ml.

Il caffè decaffeinato si ottiene mediante l’utilizzo di un solvente che viene applicato sui chicchi di caffè ancora crudi per eliminare la caffeina; successivamente i chicchi sono trattati al vapore per eliminare il solvente utilizzato.

Il caffè dello studente ha una grande concentrazione di caffeina: viene ottenuto riempendo il bollitore della moka con caffè precedentemente preparato ed usando nuova polvere di caffè nel filtro.

Esistono poi altre varianti di caffè, come il caffè macchiato (con il latte) e il caffè corretto (aggiungendo qualche goccia di superalcolico); queste aggiunte non alterano la presenza di caffeina.

Benefici della caffeina

Tra i benefici della caffeina il più conosciuto è l’aumenta della concentrazione e dello stato di veglia.

Nello sport migliora le prestazioni atletiche, perché ottimizza l’ossigenazione, ma assunta in dosi importanti può essere considerata una sostanza dopante.

Un consumo regolare aiuta a prevenire molte patologie (tumore al fegato, cirrosi epatica e calcolosi biliare, diabete di tipo 2, morbo di Parkinson, tumore al colon-retto…); riduce la depressione, allontana il rischio dell’Alzheimer, difende dal cancro alla prostata per gli uomini e dal tumore al seno e ictus per le donne, e molto altro.

Ma il consiglio per la salute è di non superare la soglia di 550 mg al giorno per non incorrere in effetti collaterali e controindicazioni.

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