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Box auto spacciato online per bed&breakfast: denunciata la titolare

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bed&breakfast

Gli agenti del commissariato San Lorenzo di Roma, diretto da Luigi Mangino, hanno intensificato i controlli nell’area di loro competenza riguardanti affittacamere, bed&breakfast e case vacanze.
Molte di queste sono risultate sprovviste sia dell’autorizzazione amministrativa, rilasciata dal Comune di Roma, sia dell’abilitazione all’alloggio con la mancata registrazione al sito legato alla Questura di Roma “Alloggiati Web” necessaria per la segnalazione (con finalità di prevenzione del terrorismo) delle persone alloggiate.

Tra i gli irregolari è stata denunciata una struttura ricettiva abusiva di via dei Sabelli. Sui vari portali online la camera era pubblicizzata come un appartamento vero e proprio dotato di tutti i comfort. In realtà, l’alloggio era stato ricavata all’interno di un box auto posto al piano seminterrato di un condominio.
Denunciata la titolare dell’attività, una donna di trenta anni sanzionata per mancata comunicazione all’autorità di Pubblica Sicurezza delle persone alloggiate nonché multata per aver attivato la struttura senza la prescritta licenza comunale.
Un altra persona è stata segnalata all’autorità giudiziaria per il reato di peculato in quanto tratteneva per sé la tassa di soggiorno destinata al Comune di Roma omettendo molte segnalazioni previste dall’art. 109 del T.U.L.P.S.

In generale è possibile rilevare che sono molteplici le zone d’ombra intoro ai B&B nella Capitale; il numero delle attività presenti sul territorio, ad esempio, resta per ora incerto. Il sito open data del Comune di Roma ne censisce 9.803, le iscrizioni alle Camere di Commercio parlano invece di 2.865 unità, mentre sui portali online l’offerta raggiunge le 41.403 strutture, di cui 27.213 gestite dal colosso Airbnb.
Nel corso del 2018, infine, rispetto al totale degli accertamenti fatti, il 58% delle strutture ha evaso il trasferimento al Campidoglio della tassa di soggiorno, ossia la tassa (in media 3,5 euro) che ogni turista è obbligato a pagare per ogni giorno che trascorre a Roma e per un massimo di dieci giorni.

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