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Avvelenamento da funghi: nessun rischio se si interviene entro le prime 6 ore

avvelenamento da funghi

L’avvelenamento da funghi non produce danni se si interviene in un arco temporale che va da 30 minuti a 6 ore dopo l’ingestione.
Lo sostiene il Centro antiveleni (Cav) di Milano che ha studiato la casistica degli ultimi 20 anni, dal 1998 al 2017.
Nello studio pubblicato sulla rivista Ben dell’Istituto superiore di sanità (Iss), il Cav sottolinea l’importanza di un intervento tempestivo; entro le 6 ore non si presentano rischi, oltre il rischio di mortalità è alto.

Complessivamente, dal 1998 al 2017, al Cav sono arrivate 15.864 richieste di consulenza per intossicazione da funghi, di cui 12.813 casi clinici.
Tutti avevano sintomi gastroenterici (vomito, diarrea e grave disidratazione), che richiedevano l’intervento medico o ospedaliero.
Nella maggior parte dei casi di avvelenamento da funghi(85%), i disturbi erano dovuti all’ingestione di funghi spontanei raccolti e non controllati da un micologo.
In 3.265 pazienti i sintomi sono comparsi dopo più di 6 ore dall’ingestione. 
A 637 (19,5%) di questi è stata fatta diagnosi certa d’intossicazione da amatossine, 40 (6,3%) sono morti (l’80% di loro è arrivato alle cure tardi, oltre le 24 ore dall’ingestione), mentre 33 pazienti hanno sviluppato insufficienza renale grave e irreversibile.

Il Cav raccomanda che in caso di disturbi, dopo l’ingestione di funghi non controllati, è necessario rivolgersi ad un Centro Antiveleni o al Pronto soccorso più vicino. Per consumare il raccolto con serenità, ci si può rivolgere all’Ispettorato Micologico della propria A.S.L. di zona, dove un esperto fornirà informazioni sia sulla commestibilità, sia sul tipo di preparazione necessaria per ogni specie fungina esaminata.

In caso di avvelenamento da funghi i sintomi gastrointestinali compaiono già al termine del pasto o entro 3-4 ore e sono proporzionali alla quantità di funghi ingerita; il vomito, la diarrea e i dolori addominali regrediscono spontaneamente entro 24-48 ore; è spesso necessario il reintegro delle perdite idriche.

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