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Antitrust: sotto inchiesta la Gdo sul pane invenduto

Antitrust pane Gdo

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’Antitrust) ha aperto sei istruttorie nei confronti dei principali operatori nazionali nel settore della grande distribuzione organizzata Coop Italia, Conad, Esselunga, Eurospin, Auchan e Carrefour.

I procedimenti, avviati su segnalazione della principale associazione nazionale di panificatori, Assipan-Confcommercio Imprese per l’Italia, sono volti ad accertare eventuali violazioni a danno delle imprese di panificazione per verificare una presunta pratica sleale.

“La condotta contestata – si legge in una nota dell’AGCM – consiste nell’imposizione, ai propri fornitori, di pane fresco, dell’obbligo di ritirare e smaltire a proprie spese l’intero quantitativo di prodotto invenduto a fine giornata. La differenza di valore tra il pane consegnato ad inizio giornata e quello reso a fine giornata viene poi riaccreditata al compratore della Gdo sugli acquisti successivi“.

Questo crea, secondo la denuncia, una situazione di significativo squilibrio contrattuale tra le catene della Gdo e le imprese di panificazione.

L’obbligo di ritiro dell’invenduto rappresenta una condizione contrattuale posta ad esclusivo vantaggio delle catene della grande distribuzione e determina un indebito trasferimento sul contraente più debole del rischio commerciale di non riuscire a vendere il quantitativo di pane ordinato e acquistato.

La replica di Coop

Pronta la replica di Coop: “L’istruttoria dell’Antitrust è rivolta a diverse catene della grande distribuzione. Tra queste è citata anche Coop Italia, a cui a sua volta fanno riferimento oltre 90 cooperative (di cui 7 grandi) in tutta Italia. Non è quindi ancora possibile capire quali insegne siano effettivamente coinvolte nella vicenda“. Pertanto, spiega Coop, “in attesa che le autorità preposte facciano le verifiche sulla vicenda, Coop Alleanza 3.0 ha comunque ritenuto opportuno attivarsi per fare controlli in merito agli accordi con i propri fornitori di pane. I nostri fornitori di pane sono locali e lavorano con con noi da anni, a riprova delle buone relazioni in essere, e non è riscontrabile nei loro confronti alcun tipo di pratica vessatoria“. Dalle verifiche risulta anche che sono “diverse inoltre le modalità di gestione del pane invenduto: in alcuni casi gli accordi con i fornitori prevedono infatti il reso, in altri invece la Cooperativa provvede autonomamente allo smaltimento o dona i prodotti in solidarietà a realtà che operano in favore di soggetti in difficoltà“.

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