Home Attualità Amazon Go: entro il 2021 tremila negozi senza casse né dipendenti
Traduci l'articolo nella tua lingua ArabicChinese (Simplified)EnglishFrenchGermanHindiItalianJapanesePolishPortugueseRomanianRussianSpanish

Amazon Go: entro il 2021 tremila negozi senza casse né dipendenti

0
Amazon Go

Di negozi senza né casse né cassieri Amazon ne ha già aperti due a Seattle e Chicago e ora annuncia di voler inaugurare il primo punto vendita a New York. Intanto ha già un piano che prevede l’apertura di altri 3.000 alimentari “Amazon Go” entro il 2021.

Secondo Bloomberg, Amazon, fondata da Jeff Bezos, ha pianificato una campagna “aggressiva e costosa”, che minaccerà diverse catene americane come Subway e Panera Bread. L’obiettivo di Amazon è quello di eliminare le code che si creano nelle ora di punta delle città affollate. Allo studio ci sono mini-market dove comprare cibi freschi pronti e una selezione di generi alimentari, tipo 7-Eleven, oppure punti vendita dove prendere qualcosa da mangiare al volo, in modo simile all’inglese Pret a Manger.

Come funziona Amazon Go

Il primo alimentare hi-tech è stato aperto da Amazon nel 2016 a Seattle. Gli orari di apertura di Amazon Go vanno dalle sette di mattina alle nove di sera, dal lunedì al venerdì; il negozio è grande 167 metri quadrati e vende le solite cose che si trovano nei supermercati di quelle dimensioni. Quando si esce dal negozio, l’applicazione di Amazon Go crea il conto dei propri acquisti e carica la spesa sulla propria carta di credito, la stessa già registrata per fare gli acquisti su Amazon.
Videocamere e sensori sugli scaffali mantengono traccia di tutti i movimenti dei prodotti. Così, se qualcuno ci ripensa e rimette il prodotto sullo scaffale, i sensori fanno sì che venga depennato dalla lista di acquisto.

L’idea del negozio senza casse nasce dalla volontà di verificare empiricamente se l’assenza di casse e code, così come i pagamenti virtuali, possano incidere positivamente sulla voglia di acquistare prodotti.
Il supermercato è stato aperto in via sperimentale per i dipendenti Amazon, così da testare eventuali disservizi, come ad esempio il riposizionamento di un prodotto su uno scaffale diverso da quello dove lo si è preso. Oppure eventuali persone fisicamente molto simili che facevano acquisti nello stesso momento.

Ci si sente come se si stesse rubando – ha scritto Nick Wingfield del New York Times – solo quando arriva la ricevuta fuori dal negozio la sensazione se ne va“.

Ancora nessun voto.

Lascia una valutazione

Suggerisci una correzione all’articolo

[recaptcha]

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here