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Alleanza Cooperative Agroalimentari in Giappone per la missione di Alto livello promossa dal commissario UE Hogan

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Alleanza Cooperative Agroalimentari

L’Alleanza cooperative agroalimentari ha partecipato alla Missione di Alto livello organizzata dalla Commissione Europea in Giappone per facilitare nuovi scambi e opportunità commerciali delle imprese agroalimentari europee in Giappone, mercato con il quale l’Europa ha siglato un accordo di libero scambio entrato in vigore il 1 febbraio 2019.

“Partecipiamo alla missione perché riteniamo sia strategico agevolare e rafforzare la presenza delle nostre cooperative in un mercato che conta 127 milioni di consumatori con una spiccata propensione all’acquisto di prodotti di altissima qualità”, spiegano Vito Domenico Sciancalepore, direttore Confcooperative Fedagripesca e Leonardo Pofferi, Responsabile ufficio Bruxelles di Confcooperative, partecipando alla missione per conto dell’Alleanza. “Siamo convinti che grazie all’Accordo di libero scambio e alle nuove forme di collaborazione previste dall’Accordo – proseguono i due rappresentanti di Alleanza cooperative – sarà possibile risolvere talune questioni che tuttora ostacolano l’ingresso dei prodotti italiani nel mercato giapponese”.

Uno dei dossier più strategici per le cooperative che esportano in Giappone è quello delle barriere fitosanitarie che ancora bloccano l’export del kiwi. Dopo diversi scambi e revisioni del protocollo bilaterale che dura ormai da anni, non c’è infatti ancora l’atteso via libera ad entrare nel mercato giapponese per un prodotto quale il kiwi per il quale l’Italia vanta il primato produttivo europeo e che ha inoltre enormi potenzialità in termini di espansione commerciale proprio nei paesi asiatici.

L’Alleanza Cooperative Agroalimentari, che ha partecipato a tutte le missioni organizzate dal Commissario Ue nel corso del suo mandato, ha inoltre suggerito alla Commissione di mettere in campo tutti gli strumenti possibili per rafforzare, valorizzare, promuovere e tutelare le IG, al fine di aiutare il consumatore giapponese a riconoscere ed apprezzare le specificità dei prodotti a marchio DoC, DOP, Igt e IGP.
Nel settore vitivinicolo è stata chiesta maggiore chiarezza per gli operatori in ordine alle pratiche enologiche europee non autorizzate in Giappone.

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