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Ai bambini piace la mensa scolastica: il dossier di Cittadinanzattiva

mense - asili nido - Cittadinanzattiva

Un bambino su due (il 57%) che mangia nelle mense scolastiche lo fa con piacere. Principalmente perché può stare con i compagni, condividere un’esperienza, ridere e scherzare con gli amici in assoluta tranquillità, ma anche il cibo fa la sua parte.
Questi dati provengono dal dossier “Servizi in… Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense” presentato da Cittadinanzattiva.
L’indagine ha riguardato 51 scuole di 12 regioni (Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria); 598 gli intervistati fra bambini, docenti, genitori e rappresentanti della Commissione mensa.

Secondo il dossier una famiglia media italiana con due bambini, uno al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 382€, precisamente 300€ per la retta dell’asilo e 82€ circa per la mensa. Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale per gli asili nido, in leggera crescita i costi delle mense scolastiche (+0,7% nell’infanzia, +1,4% nella primaria).
A pesare sono soprattutto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaro ai 515€ di Lecco; per la mensa scolastica dai 32€ di Barletta ai 128€ di Livorno.
Chi non ama mangiare a mensa si lamenta della monotonia dei menù offerti, oppure della scarsità delle porzioni.
Il dossier conferma che i bambini che portano il pasto da casa non mangiano in compagnia degli altri bambini. O siedono in un tavolo a parte oppure nell’aula in cui si fa lezione.
Solo il 14% dei bambini dice di mangiare tutto a mensa, il 35% di mangiare solo alcuni cibi, in particolare dolci e gelato (77%), pizza (75%), carne (63%), frutta fresca (58%), pasta al pomodoro (50%). Fra i cibi meno graditi, verdure cotte e minestre (rifiutati da due terzi dei bambini), pesce (sgradito al 58%), pasta in bianco (44%). L’81% dei genitori ritiene il menù vario in base alla stagionalità dei prodotti. Rispetto alle quantità, il 65% ritiene che le porzioni siano equilibrate e l’83% che i propri figli mangino volentieri a mensa.
Più della metà (58%) non sa se a mensa vengono serviti prodotti biologici. Il Sud, virtuoso sui costi, pecca però sulla disponibilità di posti all’asili nido e sulla carenza del servizio di ristorazione scolastica. La copertura dei nidi sulla potenziale utenza è solo dell’11,2%, rispetto alla media nazionale del 21,7%.

Cittadinanzattiva, un’organizzazione no-profit italiana fondata nel 1978 e riconosciuta come organizzazione di consumatori dal 2000, ha come obiettivo la promozione della partecipazione civica e la tutela dei diritti dei cittadini in Italia e in Europa.
Le su proposte riguardano sia gli asili nido che le mense.

Asili nido: le proposte di Cittadinanzattiva

  1. Nonostante i finanziamenti stanziati a sostegno dello sviluppo dei servizi per la prima infanzia, soprattutto per le aree del sud,  ancora oggi si registrano forti differenze territoriali e scarsa trasparenza sulla destinazione ed utilizzo effettivo di tali fondi che non permettono di raggiungere gli obiettivi nazionali ed europei. È auspicabile quindi, che si incrementi il controllo, la trasparenza e la regolazione in un ottica di integrazione tra i vari attori coinvolti.
  2. Consolidare e sviluppare in altri territori le esperienze positive adottate in Friuli e Lombardia che rappresentano delle buone pratiche da replicare. Entrambe le Regioni hanno adottato misure per venire incontro alle esigenze delle famiglie con difficoltà nel sostenere la retta dell’asilo nido.

Mense scolastiche: cosa fare per migliorare le strutture e l’alimentazione

  1. Così come avviene per i pasti erogati all’interno delle strutture ospedaliere, chiediamo che tale servizio rientri nei livelli essenziali delle prestazioni, ai sensi dell’art.117 della Cost. e dunque venga erogato gratuitamente. In attesa di tale misura, sia impedita l’esclusione dal servizio mensa (vedi caso Lodi) per qualsivoglia motivo, di natura sociale, religiosa, economica. Nello stesso tempo si sanzionino i genitori che furbescamente evadono il pagamento della retta.
  2. Istituire in tutte le scuole le Commissioni mensa, definendo e ampliando le funzioni attribuite alle stesse e prevedendo programmi di formazione rivolti ai membri delle Commissioni.
  3. Fare della mensa un momento educativo, attraverso una adeguata preparazione degli addetti alla somministrazione del cibo e una sensibilizzazione degli insegnanti che accompagnano i bambini, ma soprattutto attraverso la realizzazione di attività didattiche e progettuali durevoli nel tempo che coinvolgano anche le famiglie, per favorire l’adozione di scelte alimentari consapevoli e contro lo spreco a casa come a scuola.

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