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Addio prima colazione, gli adolescenti preferiscono gli snack

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Addio prima colazione ma sì agli snack fuori casa come spezzafame al di là dei pasti principali. È l’identikit tracciato dalla ricerca Adolescenti e Stili di Vita, realizzata dal Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca IARD con la collaborazione della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza.
L’indagine ha coinvolto un campione di 2654 studenti delle scuole medie superiori tra i 14 e i 19 anni. Ne emerge una fotografia nella quale gli adolescenti tendono a spostare il pasto principale dal pranzo alla cena, saltano la colazione, consumano regolarmente una merenda pomeridiana con snack dolci, caramelle, cioccolata.
La pasta è di gran lunga l’alimento più consumato (lo mangia pressoché quotidianamente il 74,4%), seguono il pane (65,2%), la frutta (58%), la verdura (52,9%) e la carne (50,3%). Il 6,4% beve quotidianamente vino ai pasti e il 6,9% birra, mentre il 37,8% consuma abitualmente caffè.
I legumi, le uova e il pesce sono tra gli alimenti meno consumati.
Il pranzo rimane il pasto principale della giornata solo al Sud e nelle isole, mentre nel resto d’Italia si sposta in percentuale verso la cena. Nelle grandi città è la cena il pasto principale: a Milano risponde così il 62% degli intervistati.
Privilegiare la cena e saltare la colazione evidenzia un dannoso squilibrio dell’apporto nutrizionale quotidiano verso l’ultima parte della giornata, quando il consumo energetico diminuisce. Questo accresce i rischi di sovrappeso e obesità.

Riguardo il fenomeno dello spreco alimentare nelle famiglie, la causa maggiormente indicata (dal 40%) è stata: “si comprano, per sbagliata valutazione, più prodotti alimentari di quelli che in realtà sono necessari”.

Riguardo le cucine etniche, il campione si divide tra un 40% di “estimatori” (la cucina che piace di più è quella giapponese), un 30% di “curiosi”, che non le hanno mai sperimentate ma vorrebbero farlo (la cucina che incuriosisce di più è quella indiana), ed un 30% di “refrattari”, che le hanno provate ma non gradite o, soprattutto, che non hanno alcuna voglia di sperimentarle.

L’indagine è stata effettuata con il sostegno di ANCC-COOP (Associazione Nazionale Cooperative Consumatori) e Mediatyche – Compagnia di Comunicazione – e coordinata da Carlo Buzzi ordinario di Sociologia dell’Università di Trento e membro del Comitato Scientifico di Istituto IARD.

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